Esiste davvero qualcuno in grado di scardinare l'egemonia assoluta di Tadej Pogačar nei prossimi anni? Nel panorama del ciclismo internazionale, dove lo sloveno continua a dominare classiche e Grandi Giri con la disinvoltura dei grandissimi della storia, la domanda appare quasi retorica. Eppure, dalla Francia arriva un'analisi destinata a far discutere appassionati e addetti ai lavori.

Intervenuto ai microfoni del Super Moscato Show su RMC Sport, l'ex corridore professionista ed ex manager Jérôme Pineau ha lanciato un'ipotesi audace, puntando i riflettori sul nuovo fenomeno del ciclismo transalpino: Paul Seixas.

"A 19 anni Tadej non aveva queste qualità"

L'analisi di Pineau parte da un dato anagrafico e prestazionale ben preciso. Confrontando le carriere e la precocità dei due talenti, l'ex corridore francese ha sottolineato come il percorso di crescita del classe 2006 sia addirittura più avanzato rispetto a quello del cinque volte vincitore del Tour de France alla stessa età.

"A 19 anni, Pogačar non aveva le stesse qualità. Seixas ha tre anni di vantaggio su di lui rispetto alla tabella di marcia di allora. Dire che lo batterà l'anno prossimo? No, forse non ancora. Ma di sicuro gli si avvicinerà. È un ragazzo destinato a migliorare ancora e crescere costantemente."Jérôme Pineau, RMC Sport

Secondo Pineau, la maturità dimostrata da Seixas nel suo approccio alle corse di tre settimane e nelle classiche monumento (dove si è già confrontato viso a viso con i mostri sacri del gruppo come Pogačar, Vingegaard ed Evenepoel) rappresenta un segnale inequivocabile.

Un Tour de France vissuto con il freno a mano tirato?

Un altro passaggio chiave dell'intervento riguarda la gestione tattica del giovane talento in forza alla Decathlon CMA CGM durante la sua prima Grande Boucle. Pineau sostiene che la prestazione da top-5 di Seixas sia stata persino "frenata" da un'eccessiva prudenza.

  • Prudenza al debutto: Essendo alla sua prima esperienza su tre settimane, Seixas ha corso con comprensibile cautela e riserva di energia.

  • Coraggio per il futuro: "Il prossimo anno sarà diverso" — assicura Pineau — "Sarà più audace, oserà di più. Ora conosce bene la ruota di Pogačar e sa cosa serve per stare lì."

Realtà o illusione transalpina?

La provocazione di Pineau apre un dibattito affascinante.

Da un lato c'è la realtà di un Pogačar nel pieno della maturità psico-fisica, capace di ridefinire i limiti della disciplina; dall'altro un talento purissimo che brucia le tappe a una velocità mai vista prima.

Raggiungere e superare le vette toccate dal fuoriclasse sloveno rimane un'impresa titanica, ma le parole di Pineau aggiungono pepe al futuro delle corse a tappe. Seixas riuscirà davvero a colmare il divario nei prossimi anni?