Una giornata dolce e amarissima allo stesso tempo per la formazione UAE Team Emirates-XRG nella settima tappa della Volta a Portugal. Se da un lato l'ambiente emiratino può festeggiare il primo successo tra i professionisti dello spagnolo classe 2006 Adrià Pericas, dall'altro deve fare i conti con un episodio che ha decimato la squadra: tre corridori — il danese Julius Johansen, l'italiano Luca Giaimi e lo spagnolo Marcos Freire — sono stati esclusi dalla corsa per aver tagliato il traguardo oltre il tempo massimo consentito.
Il caso regolamento: dal 20% al 15% senza preavviso?
A far scoppiare il caso è stato proprio Julius Johansen, uno dei grandi protagonisti di questa prima parte del Giro del Portogallo grazie ai successi ottenuti nel prologo inaugurale di Lisbona e nella cronometro individuale della quinta tappa. Nella difficile frazione di montagna di giovedì, il corridore danese — reduce da un attacco in solitaria nella prima parte di gara e da una successiva caduta in discesa — aveva deciso di condurre la salita finale con grande prudenza, consapevole di non aver più nulla da chiedere alla classifica generale.
Formatosi un gruppetto di ritardatari comprendente anche i compagni di squadra Giaimi e Freire, Johansen ha calcolato la tabella di marcia basandosi sulle indicazioni riportate sul roadbook ufficiale, che fissavano il limite di tempo al 20% rispetto al tempo del vincitore.
"Abbiamo calcolato che il limite di tempo sarebbe stato comodamente superiore ai 45 minuti, e abbiamo concluso con poco meno di 40 minuti di ritardo. Per questo eravamo certi che andasse tutto bene e di essere pienamente nei parametri."
— Julius Johansen via Instagram
All'arrivo, tuttavia, la doccia fredda: la giuria ha comunicato che la percentuale di tolleranza per la tappa era stata ridotta al 15%, tagliando così fuori dai giochi il terzetto della UAE.
"Fino al traguardo nessuno di noi corridori, né i nostri direttori sportivi, era stato informato di questo cambiamento. È incredibilmente frustrante e deludente lasciare una gara in questo modo, soprattutto quando sentivo di avere ancora molto da dare."
— Julius Johansen
La replica degli organizzatori: "Comunicato inviato a tutte le squadre"
La ricostruzione fornita da Johansen è stata tuttavia seccamente e prontamente smentita dagli organizzatori della Volta a Portugal.
I responsabili della corsa hanno ribadito che tutti i team erano stati regolarmente messi al corrente della modifica del limite temporale ben prima del via della tappa.
L'organizzazione ha fornito il comunicato ufficiale inviato alle squadre, che evidenzia la modifica formale all'Articolo 10 del Regolamento di Corsa. Il documento specifica espressamente che per la settima tappa il tempo massimo d'arrivo era ridotto al 15%. Secondo la direzione di gara, il testo è stato distribuito a tutti i direttori sportivi prima della partenza.
L'altra faccia della medaglia: il trionfo di Adrià Pericas
Nonostante l'amarezza per le tre esclusioni, la settima frazione del Giro del Portogallo ha incoronato uno dei prospetti più interessanti del ciclismo internazionale.
Il ventenne spagnolo Adrià Pericas ha infatti piazzato la stoccata vincente sul traguardo in salita di Termas do Gerês, battendo corridori più esperti come Alexis Guérin e Artem Nych.
Per Pericas si tratta del primo successo tra i professionisti, che conferma la sua costante crescita in questa stagione d'esordio a livello WorldTour (già impreziosita dal 2° posto alla Vuelta a Asturias e dal 7° al Tour de Hongrie). Un successo che lo proietta momentaneamente al terzo posto della classifica generale con sole tre tappe ancora da disputare.
Resta il rammarico per Johansen e compagni, costretti ad abbandonare la corsa prematuramente: "Sono estremamente deluso, ma questo è il ciclismo. Farò tesoro dell'esperienza e tornerò più forte", ha chiosato il danese.