Completare il quadro dei tre Grandi Giri del ciclismo non ha spento le ambizioni di Jonas Vingegaard. Ospite al Giro di Danimarca proprio nella sua città natale, Glyngøre, il fuoriclasse della Visma-Lease a Bike ha tracciato le linee guida per il suo futuro a breve termine. L'obiettivo? Rivedere il programma di corse per il 2027 per dare la caccia a quei grandi traguardi che mancano ancora alla sua bacheca, mantenendo così al massimo lo stimolo competitivo.
Una stagione 2026 già storica
La ricerca di nuovi orizzonti è già stata l'idea vincente di questo 2026.
Dopo aver conquistato in primavera la Parigi-Nizza e la Volta a Catalunya, due corse nuove nel suo palmares, Vingegaard si è imposto al Giro d'Italia, completando la trilogia delle grandi corse a tappe (Giro, Tour e Vuelta).
Con questa impresa, è entrato di diritto nell'Olimpo del ciclismo moderno, diventando l'ottavo corridore nella storia capace di riuscirci, affiancando leggende del calibro di Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome.
"Ho già iniziato a cercare di vincere gare che non avevo mai vinto prima, sia quest'anno che nelle stagioni precedenti," ha spiegato Vingegaard ai microfoni di Feltet. "Quest'anno ho conquistato tre corse che mancavano al mio palmarès.
Spero che l'anno prossimo potrò essere al via di altre gare che non ho ancora vinto. Ci sono ancora molti traguardi da conquistare, ed è proprio questo che mi dà la motivazione."
Il grande obiettivo: completare le sette "Big" di una settimana
Se nei Grandi Giri il cerchio si è chiuso, rimangono ancora due caselle vuote nel panorama delle sette storiche corse a tappe di una settimana (Parigi-Nizza, Tirreno-Adriatico, Volta a Catalunya, Giro dei Paesi Baschi, Tour de Romandie, Tour Auvergne-Rhône-Alpes/Dauphiné e Giro di Svizzera).
Vingegaard ne ha già messe in bacheca ben cinque. All'appello mancano soltanto il Giro di Romandia e il Giro di Svizzera — ironia della sorte, le due corse che il suo storico rivale Tadej Pogačar ha aggiunto alla propria collezione proprio quest'anno.
"Se riuscissi a vincerle tutte e sette sarebbe qualcosa di davvero speciale," aveva ammesso il danese.
Il nodo calendario: cambiare una formula vincente?
Inserire queste due competizioni nei programmi del 2027 richiederà tuttavia una revisione della sua classica tabella di marcia.
Giro di Romandia: Disputandosi tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, la corsa svizzera cade in una finestra in cui Vingegaard ha sempre preferito staccare dalle gare per iniziare la preparazione al Tour de France.
Giro di Svizzera: Posizionato a metà giugno, andrebbe a sostituire il tradizionale blocco di avvicinamento al Tour incentrato sul Dauphiné (Tour Auvergne-Rhône-Alpes), togliendo spazio al secondo ritiro in altura pre Tour.
Puntare alla Svizzera significa modificare una routine collaudata che gli ha regalato due trionfi alla Grande Boucle. Tuttavia, dopo aver scritto la storia nei Grandi Giri, la motivazione di scoprire nuovi territori e collezionare nuovi trofei potrebbe valere bene un cambio di programmi.