L'incertezza e le speculazioni continuano a circondare il finale di stagione di Jonas Vingegaard. Mentre si riprende dalla frattura alla clavicola che ne ha decretato il prematuro ritiro dal Tour de France, sul campione danese della Visma | Lease a Bike calano le ombre di un'analisi spietata firmata dal connazionale Michael Rasmussen.
Dalle colonne e dai microfoni di Viaplay, l'ex corridore e ora opinionista non si è limitato a mettere in dubbio il rientro in gara del connazionale in questa stagione, ma ne ha messo radicalmente in discussione le prospettive future nei Grandi Giri, con un affondo destinato a fare parecchio rumore.
La confessione a Skjelmose: «Faccio i miei migliori numeri, ma lui vola via»
Le preoccupazioni di Rasmussen trovano linfa nelle recenti rivelazioni di Mattias Skjelmose. Il corridore della Lidl-Trek ha raccontato in un podcast un retroscena sul dialogo avuto con Vingegaard proprio sulle strade dell'ultimo Tour:
«Sto andando meglio che mai, faccio i miei numeri migliori di sempre e semplicemente non posso fare di più», avrebbe confidato Vingegaard a Skjelmose. «Cosa dovrei fare quando sto meglio che mai e Pogačar continua comunque a staccarmi?»
Per Rasmussen, questa ammissione privata spazza via la facciata di ottimismo e sicurezza sbandierata pubblicamente e svela una dura realtà: Vingegaard sta raggiungendo i picchi prestazionali della sua carriera, ma non bastano più per tenere il passo del suo più grande rivale.
«Non tornerà più sul podio a Parigi: punta a Giro, Vuelta e brevi corse a tappe»
L'analisi di Rasmussen si spinge ben oltre la semplice rivalità con lo sloveno, tratteggiando un declino relativo nel confronto con l'intero gruppo:
«Credo che nel 2025 abbiamo visto Jonas Vingegaard per l'ultima volta sul podio al Tour de France. I corridori dietro di lui si stanno avvicinando, mentre Jonas, nel migliore dei casi, sta stagnando se non addirittura andando indietro.»
La soluzione? Accettare la realtà e ridisegnare la propria carriera. Per l'ex scalatore danese, Vingegaard trarrebbe enormi benefici dallo spostare il mirino su altri obiettivi primari: la Vuelta a España, il Giro d'Italia e le corse a tappe di una settimana che ancora mancano al suo palmarès, come il Tour de Suisse e il Tour de Romandie.
Un’ipotesi avanzata a mezza bocca persino dalla dirigenza della Visma | Lease a Bike e che gli permetterebbe di completare uno storico Grand Slam di gare di una settimana.
Capitolo Mondiali a Montréal: «Per la Danimarca è meglio se non va»
L'altro grande nodo riguarda i prossimi Campionati del Mondo di Montréal. Nonostante Mads Pedersen abbia caldeggiato pubblicamente la presenza del compagno di nazionale (sostenendo che ci sia tutto il tempo per recuperare dall'infortunio alla clavicola), Rasmussen è di parere diametralmente opposto.
Con appena cinque settimane a disposizione e una preparazione tutta da ricostruire dopo lo stop forzato, la presenza di Vingegaard in Canada rischia di rivelarsi un'arma a doppio taglio:
«Penso che per la nazionale danese sarebbe meglio se Jonas Vingegaard non si presentasse ai Mondiali.
Creerebbe soltanto aspettative inutili che non credo possa soddisfare.»
Il nodo principale, secondo l'opinionista, è tattico e gestionale: un corridore del calibro e dello status di Vingegaard pretenderebbe (e meriterebbe) un ruolo da capitano protetto, ruolo che però sarebbe impossibile da giustificare al rientro da un lungo stop. La Danimarca, peraltro, ha già una carta da medaglia e più adatta ai percorsi di un giorno come Mattias Skjelmose, già 4° ai Mondiali dello scorso anno.
Per Vingegaard si preannuncia dunque un bivio di carriera epocale: insistere nella caccia alla maglia gialla contro un Pogačar spaziale o riprogettarsi per conquistare tutto il resto?