Un finale mondiale da incubo per gli appassionati di ciclismo e un polverone mediatico che non accenna a spegnersi. Durante la fase decisiva della prova Élite maschile ai Mondiali di Montreal, la Rai ha bucato la diretta per oltre venti minuti, scatenando la rabbia dei telespettatori e la bufera sui social. A stretto giro è arrivata la replica del direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida, che ha provato a ridimensionare l'accaduto pur esprimendo il proprio rammarico.

Il blackout nel momento clou

Tutto è nato allo scoccare delle 20:30. Con la corsa nel vivo e l'assegnazione della maglia iridata ormai alle battute finali, Rai Due ha interrotto la trasmissione per lasciare spazio al TG2.

Come da palinsesto, la diretta avrebbe dovuto proseguire in streaming su RaiPlay Sport 3. Tuttavia, la migrazione di massa degli utenti sulla piattaforma digitale ha causato un improvviso sovraccarico dei server, mandando il sistema in tilt e lasciando migliaia di appassionati davanti a uno schermo nero proprio nei momenti più caldi della gara.

Sull'episodio è intervenuto il direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida, spiegando la dinamica dell'incidente:

«Abbiamo spostato come previsto la diretta su RaiPlay 3, dove evidentemente c’è stato un problema di sovraccarico di utenza. L’azienda mi ha spiegato che tutto è stato risolto in pochi minuti, forse meno di 25, mi dispiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati.»

La bufera sui social e le polemiche sulla programmazione

La giustificazione dei "25 minuti" non ha però placato l'indignazione del pubblico.

Sui social media è montata una protesta durissima che mette sotto accusa la rigidità dei palinsesti di Viale Mazzini. In molti si chiedono perché non sia stata adottata una maggiore flessibilità, posticipando di qualche minuto l'inizio del telegiornale per garantire la copertura dell'evento ciclistico dell'anno.

Ancora più accese le critiche per la mancata trasmissione del finale su Rai Sport (canale 58 del digitale terrestre), dove in quel momento andava in onda una partita di calcio di Serie C. La scelta di dare priorità a un incontro di terza serie calcistica rispetto al finale del Campionato del Mondo di ciclismo è stata vista da molti appassionati come l'ennesima dimostrazione di scarso rispetto verso questa disciplina.

Digital device ed episodi precedenti

A completare il quadro delle proteste c'è anche il tema dell'accessibilità: lo spostamento forzato su una piattaforma streaming ha creato evidenti disagi a quella fascia di pubblico meno abituata all'uso dei servizi online, tagliando fuori di fatto una fetta importante di telespettatori tradizionali.

Per il servizio pubblico si tratta di un altro passo falso che va ad aggiungersi a recenti scivoloni organizzativi già finiti nel mirino della critica, come la gestione della cerimonia d'apertura e la copertura di alcune gare durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Un episodio che lascia l'amaro in bocca a una community di tifosi che chiedeva solo di poter vivere live l'epilogo della corsa più importante della stagione.