Un’azione da finisseur puro, guidata dall'intuito e sostenuta dal coraggio. Giulio Pellizzari conquista il Giro della Toscana al termine di una gara spettacolare e ricca di colpi di scena, culminata nell'arrivo sul traguardo di Pontedera.
Il percorso e la bagarre sul Monte Serra
La corsa si è sviluppata lungo un tracciato esigente: un primo tratto disegnato attorno al circuito di Peccioli per poi dirigersi verso il doppio passaggio sull'ostico Monte Serra.
La gara è entrata nel vivo subito dopo la prima scalata al Serra, quando la Red Bull - BORA - hansgrohe ha ricucito con determinazione su un tentato allungo a quindici promosso, tra gli altri, da Diego Ulissi.
Tuttavia, lungo la seconda e decisiva scalata al Serra, la formazione tedesca — indicata alla vigilia come punto di riferimento della corsa — si è defilata.
Il primo a rompere gli indugi in salita è stato il francese Lenny Martinez, seguito a ruota da Alessandro Fancellu, Jordan Jegat, Jan Castellon e Mikkel Honoré. Dietro, dopo un attimo di incertezza causato dal disimpegno della Red Bull, è salita in cattedra la XDS Astana per organizzare l'inseguimento. L'attacco sferrato poco dopo da Michael Storer ha fatto esplodere la bagarre, favorendo il rientro sulla testa della corsa di un drappello di scalatori di spessore comprendente Antonio Tiberi, Christian Scaroni e lo stesso Giulio Pellizzari.
Il finale a dieci e la stoccata di Pellizzari
In vetta al Monte Serra è stato un ispirato Mikkel Honoré a scollinare per primo, ma lungo la successiva discesa si è consolidato al comando un gruppo di dieci atleti: Tiberi, Martinez, Honoré, Pellizzari, Scaroni, Castellon, Jorge Gutiérrez, Fancellu, Jegat e Storer.
Mentre alle loro spalle il gruppo inseguitore faticava a trovare un accordo costante per organizzare l'inseguimento, i dieci battistrada hanno gestito il margine, pur rallentando leggermente nei chilometri pianeggianti verso Pontedera. Con la vittoria oramai destinata al ristretto manipolo di testa, Pellizzari ha compreso di non avere grandi carte da giocarsi in uno sprint puro.
All'ingresso dell'ultimo chilometro, il corridore marchigiano della Red Bull ha piazzato il colpo d'azzardo: un allungo perentorio che ha colto di sorpresa il resto della compagnia.
A nulla è valso il tentativo di inseguimento orchestrato in prima persona da Antonio Tiberi; Pellizzari ha mantenuto quei pochi metri di vantaggio sufficienti per tagliare il traguardo a braccia alzate. Alle sue spalle, Jordan Jegat si è imposto nella volata per il secondo posto superando Christian Scaroni.
This was the moment Giulio attacked with 800m to go. IMO, he has more punch in his attacks compared to last year. Beautiful 🤌 #GirodellaToscana pic.twitter.com/fccqrtky8O
— Eemeli (@LosBrolin) September 9, 2026Le parole del vincitore
Particolarmente lucida l'analisi di Giulio Pellizzari nel dopo gara:
"Tutti ci davano come favoriti, ma sapevamo che sarebbe stata dura. Alcuni di noi erano al rientro e non ancora al 100%, ma ci siamo presi le nostre responsabilità ed è andata bene.
In salita vedevo che i numeri non erano dei migliori, ma sapevo che la gara si sarebbe vinta nel finale e ho cercato di risparmiare il più possibile per l'ultimo chilometro. Non avevo preparato l'attacco, mi è venuta così: ho visto l'occasione e l'ho colta. Ho lanciato un segnale al Ct Amadio."