La Corte Internazionale d’Appello della FIA ha emesso una decisione cruciale, ripristinando il podio di Isack Hadjar nel Gran Premio di Monaco. La sentenza, pronunciata il 4 settembre 2026, ha confermato la validità delle penalità inflitte a Pierre Gasly per eccesso di velocità nella pit lane.
Inizialmente, Gasly aveva tagliato il traguardo in terza posizione, ma due penalità consecutive da cinque secondi lo avevano retrocesso al settimo posto. Questa modifica aveva permesso a Hadjar di conquistare la terza piazza e di celebrare il suo risultato sul podio al termine della gara monegasca.
Successivamente, il team Alpine aveva ottenuto una revisione della decisione, sostenendo che il sistema di monitoraggio della pit lane fosse configurato in modo errato e che, di conseguenza, Gasly non avesse superato il limite di 60 km/h. La revisione aveva riaperto il caso, ma McLaren e Red Bull hanno presentato un appello alla Corte Internazionale d’Appello. La loro contestazione si basava sull'idea che Gasly non dovesse essere valutato con parametri differenti rispetto agli altri piloti sanzionati durante lo stesso fine settimana di gara.
Il Criterio di Equità Sportiva della Corte
Durante il Gran Premio di Monaco, diversi altri piloti, tra cui Oscar Piastri, Lewis Hamilton e George Russell, avevano ricevuto penalità simili.
La Corte ha esaminato attentamente la situazione e ha ritenuto che, nonostante la possibile presenza di timing loop configurati in modo non del tutto corretto, il sistema ufficiale di cronometraggio fosse stato applicato in maniera coerente per l'intero weekend di gara.
Nel motivare la sua decisione, il collegio giudicante ha richiamato il "principio fondamentale dell’equità sportiva" e ha sottolineato la necessità di evitare "qualsiasi trattamento ingiusto" tra i concorrenti. Questo approccio mirava a garantire una parità di condizioni per tutti i partecipanti.
Secondo la Corte, la prova presentata da Alpine a sostegno della tesi che Gasly non avesse superato il limite di velocità era da considerarsi una stima.
Tale prova, infatti, non dimostrava con certezza né la distanza effettivamente percorsa dalla vettura né la sua velocità media precisa. La decisione, articolata in ben 101 punti, ha anche citato un'analisi condotta da McLaren su 423 passaggi in pit lane registrati durante il weekend, da cui erano emerse 11 penalità complessive.
La Corte ha concluso che applicare un parametro diverso alla vettura numero 10 dopo la gara avrebbe significato giudicare un concorrente con uno standard differente da quello utilizzato per tutti gli altri. Un tale esito è stato considerato incompatibile con l'applicazione coerente e paritaria dell'articolo A9.4.3 del regolamento generale della Formula 1, che impone uniformità nelle decisioni.
Le Conseguenze per Alpine e l'Impatto sulla Classifica Costruttori
La decisione della Corte Internazionale d’Appello ha avuto un impatto significativo sulla classifica costruttori. Il bottino di punti di Alpine è stato ridotto di nove unità, mentre la scuderia Racing Bulls ha visto aumentare il proprio punteggio di quattro punti, modificando così gli equilibri nella graduatoria generale.