Jessica Pegula ha preso una posizione netta sul rapporto tra influencer e competizione allo US Open. Dopo la sua vittoria su Sofia Kenin all'Arthur Ashe Stadium, la tennista statunitense ha riconosciuto il valore promozionale dei creator, ma ha criticato l'uso di luci, foto e contenuti realizzati durante l'azione, definendoli "un po' irrispettosi" per gli atleti.
Episodi dagli spalti
La discussione è nata da alcuni episodi sulle tribune dell'Arthur Ashe Stadium. Durante il primo turno di Naomi Osaka, un gruppo di influencer in una suite è stato così rumoroso da richiedere l'intervento del giudice di sedia Kader Nouni.
Un video virale ha mostrato una creator registrare con una luce bianca molto intensa, potenzialmente distraente per i giocatori che affrontano servizi a oltre 100 miglia orarie.
La USTA ha accreditato quasi 100 influencer per attrarre nuovi pubblici. Pegula ha accettato l'aspetto promozionale: "Apprezzo gli influencer che mostrano l'esperienza dello US Open: cibo, drink, attività e negozi. Questa parte fa parte dell'esperienza dei tifosi e può invogliare le persone a venire".
Il limite, per Pegula, si raggiunge quando la produzione di contenuti interferisce con il match. "Diventa difficile quando vedi video del genere, quando fanno foto e usano luci da selfie. Le persone laggiù stanno cercando di esibirsi, è la loro carriera e il loro lavoro.
Sembra un po' irrispettoso. Penso che forse quest'anno sia diventato un po' troppo. Non lo so".
Il confine tra sport e spettacolo
Il tema si lega alla nuova direzione della dirigenza USTA, orientata ad aumentare il valore di intrattenimento dello US Open. Craig Tiley ha proposto di trasformare il torneo in una "tennis Disneyland": "Avremo molte opportunità per giocatori, bambini e adulti di vivere esperienze diverse. È lì che vedrete la maggior parte della nostra crescita".