Nel ciclismo moderno, dove ogni dettaglio viene analizzato in galleria del vento per risparmiare frazioni di secondo, il progresso tecnologico ha preso una piega decisamente inaspettata. Ai recenti Campionati del Mondo di Montréal è emerso un trend tecnico interessante: la riscoperta delle classiche scarpe con i lacci.
Lontane dall'essere una semplice scelta di stile o un richiamo vintage, le calzature allacciate stanno conquistando un numero sempre maggiore di campioni del WorldTour grazie a una combinazione vincente di leggerezza, comfort e, soprattutto, aerodinamica.
Nella gara su strada maschile Élite, almeno 18 corridori si sono presentati al via con scarpe con i lacci, tra cui nomi del calibro di Remco Evenepoel, Primož Roglič, Matej Mohorič e il giovane talento Paul Seixas.
La fisica dietro la scelta: da 3 a 10 Watt risparmiati
A prima vista, sostituire i BOA con i lacci tradizionali può sembrare un passo indietro. In realtà, la spiegazione risiede nell'aerodinamica.
Le manopole di chiusura, per quanto pratiche, creano micro-turbolenze nell'impatto con il flusso d'aria durante la pedalata. I lacci, al contrario, garantiscono un profilo visibilmente più basso e pulito, riducendo la resistenza aerodinamica delle calzature in movimento.
I numeri dell'aerodinamica: Secondo esperti del settore, il passaggio da un sistema a rotore a una scarpa con i lacci dello stesso modello può generare un guadagno stimato tra i 3 e i 10 Watt.
L'esperienza in galleria del vento: Alex Dowsett, ex specialista delle cronometro nel WorldTour e oggi ingegnere aerodinamico per il team XDS Astana, ha riscontrato nei suoi test una differenza dell'1% di efficienza, equivalente a circa 4 Watt risparmiati in uno sforzo costante a cronometro.
Si tratta di guadagni paragonabili a quelli offerti dai copriscarpe aerodinamici.
Tuttavia, a differenza di questi ultimi — che limitano fortemente la traspirabilità e risultano scomodi nelle lunghe giornate estive o su percorsi di oltre 270 chilometri come quello iridato —, la scarpa a lacci abbinata a un calzino aerodinamico offre leggerezza e ventilazione ottimali per l'intera durata della corsa.
Il parere delle aziende e il compromesso pratico
Specialized, che fornisce calzature ad atleti come Evenepoel e Roglič lasciando loro la libertà di scegliere tra chiusura a rotore o a lacci, conferma come il fattore prestazionale guidi le decisioni dei professionisti. Un rappresentante dell'azienda ha sottolineato come la scelta risponda a una combinazione tra la sensazione di avvolgimento della tomaia, la leggerezza e il guadagno aerodinamico.
L'unico vero svantaggio dei lacci resta la mancanza di regolazione "al volo" durante la gara: se con i rotori basta allungare la mano per stringere le scarpe prima di una volata o per allentarle, con i lacci la tensione decisa alla partenza rimane invariata fino al traguardo. Un limite che i corridori più meticolosi accettano volentieri pur di guadagnare watt preziosi.
Pro contro amatori: due mondi a confronto
Mentre in gruppo la moda dei lacci prende sempre più piede per questioni di marginal gains, tra gli amatori e i consumatori quotidiani domina ancora in modo schiacciante la praticità dei BOA. Chissà però se, vedendo i propri idoli vincere gare e titoli iridati con le scarpe allacciate, anche il mercato di massa non sia destinato a rispolverare la più classica delle chiusure.