​Se si poteva pensare che la parte finale della stagione offrisse match di transizione o passeggiate di salute per i fenomeni del circuito, l'Asia ci ha messo di fronte ad una realtà ben diversa. Tra la polvere dei campi e il pubblico caldissimo, i tornei di Pechino e Tokyo si sono trasformati in una giungla urbana dove nessuno può sentirsi al sicuro.​ A Tokyo, Carlos Alcaraz ha dovuto soffrire per oltre due ore e mezza contro un osso duro come Alex Michelsen, costretto a sudare freddo prima di rimettere la testa avanti. Dall'altra parte del continente, sui campi del China Open di Pechino, il copione è stato identico per Novak Djokovic: il fuoriclasse serbo ha dovuto fare i conti con un Nuno Borges in stato di grazia.

Nole ha tremato, ha lottato su ogni singolo scambio ed è riuscito a salvarsi solo grazie ai nervi saldi nel tie-break del secondo set, dimostrando che i grandi del ranking non hanno vita facile.​

Colpi di scena a Pechino: il torneo cinese trema​

Sempre a Pechino, la situazione nei tabelloni ha continuato a regalare scossoni notevoli. Le teste di serie arrivate in Cina con grandi ambizioni stanno facendo i conti con una stanchezza diffusa e con avversari scatenati che non hanno nulla da perdere. Il torneo ATP 500 cinese sta confermando di essere un vero e proprio campo minato, dove i pronostici della vigilia saltano continuamente e la freschezza atletica fa la differenza più del ranking.

​Luciano Darderi fa il capolavoro a Tokyo: spazzato via Casper Ruud​

Ma se i giganti faticano, l'Italia trova motivi pesantissimi per esultare in terra nipponica. A Tokyo è andato in scena un vero e proprio capolavoro firmato da Luciano Darderi, autore di una prestazione da incorniciare. L'italo-argentino ha piazzato la zampata d'autore estromettendo dal torneo la testa di serie numero 6, il norvegese Casper Ruud. Una partita giocata con una personalità stratosferica e chiusa con il punteggio di 7-6, 6-3, dimostrando di poter dominare anche contro i primissimi della classe.

​Matteo Berrettini da battaglia: cuore, ace e vittoria al cardiopalma in rimonta​

Spettacolo puro e sofferenza infinita, invece, nel match che ha visto protagonista Matteo Berrettini.

Opposto a uno spigoloso Alejandro Davidovich Fokina, il romano ha vissuto un incubo nel primo set, letteralmente travolto per 6-1. Da lì in poi, però, si è visto il vero Berrettini da battaglia: aggrappato al suo servizio devastante (ben 16 ace pesanti come macigni), ha sventato pericoli enormi nel secondo parziale, ha dominato il tie-break per 7 punti a 1 e ha chiuso la pratica sul 6-4 al terzo, dopo oltre due ore e venti di lotta tesissima ed equilibrata.​

Cobolli ko a Pechino: sfortunata uscita contro Safiullin

​Restando sempre in Cina, la spedizione azzurra registra purtroppo anche una battuta d'arresto. A Pechino, infatti, Flavio Cobolli ha dovuto salutare il torneo dopo una battaglia intensa, cedendo il passo a un solido Roman Safiullin.

Nonostante sprazzi del suo consueto tennis propositivo e generoso, il tennista romano non è riuscito a trovare la chiave di volta per arginare i colpi pesanti del russo, dovendo così abbandonare anzitempo il tabellone cinese.

Crolla Jódar: via libera per Vallejo verso gli ottavi​

Sempre a Tokyo, la giornata ha riservato un'altra sorpresa amara per le teste di serie, in questo caso l'inattesa eliminazione del giovane Rafael Jódar. Il tennista è stato infatti spazzato via con un netto 6-1, 6-3 dal qualificato paraguayano Adolfo Daniel Vallejo. Proprio Vallejo sarà il prossimo, intrigante avversario di Matteo Berrettini negli ottavi di finale, apparecchiando un incrocio tutto da vivere per i tifosi azzurri.