Il ciclismo professionistico si appresta a vivere uno dei momenti di svolta più cruciali della sua storia moderna. Nel corso del seminario ufficiale che si terrà a Benidorm il prossimo dicembre, l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) presenterà a squadre e organizzatori il proprio piano strategico di riforme per il quadriennio 2029-2032.
L'obiettivo dell'organo di governo del ciclismo mondiale è quello di riorganizzare il calendario, modernizzare il modello economico e rendere lo sport più sostenibile sia dal punto di vista finanziario che per la salute degli atleti.
Grandi Giri ridotti a due settimane e meno corridori per squadra
La proposta più d'impatto — destinata a far discutere appassionati e addetti ai lavori — riguarda la riduzione della durata dei Grandi Giri (Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta a España). L'ipotesi sul tavolo prevede il passaggio dai classici 21 giorni di gara attuali a 16 giorni complessivi.
Secondo la visione dell'UCI, contrarre la durata delle tre grandi corse a tappe porterebbe diversi benefici strategici:
Minore sovrapposizione in calendario: liberare spazio nella stagione consentirebbe di evitare la concomitanza tra gare WorldTour.
Spettacolo e partecipazione: una durata più breve permetterebbe ai migliori corridori al mondo di disputare due o persino tre Grandi Giri nella stessa stagione senza accumulare un carico di fatica eccessivo.
Riduzione degli organici: parallelamente si valuta una riduzione del numero di corridori per squadra nelle singole competizioni e nel totale delle rose ufficiali dei team WorldTour, con l'intento di abbassare i costi di gestione ed equilibrare i valori in campo.
Un nuovo modello economico: diritti TV centralizzati e NO alla "Lega Chiusa"
Accanto all'aspetto puramente sportivo, il piano dell'UCI affronta la storica frammentazione economica della disciplina.
Il punto cardine su cui la federazione intende spingere è la centralizzazione e aggregazione dei diritti televisivi e di immagine. Ad oggi, i diritti appartenenti ai singoli organizzatori (come ASO o RCS Sport) e ai team generano entrate disomogenee; creare una piattaforma o un consorzio unico per la vendita dei diritti mediatici permetterebbe di distribuire le risorse in modo più equo e far crescere il valore complessivo dell'intero ecosistema.
Allo stesso tempo, la federazione ha ribadito una posizione netta sul formato delle licenze: nessun sistema a "lega chiusa" sulla falsariga dei modelli statunitensi o di progetti come One Cycling. L'UCI intende mantenere saldo il principio meritocratico di promozione e retrocessione al termine di ogni triennio WorldTour.
La resa dei conti a Benidorm
Tutti questi temi saranno oggetto di dibattito serrato al seminario di Benidorm a dicembre. Non mancheranno le resistenze, a partire da colossi del calibro di ASO (organizzatrice del Tour de France), tradizionalmente restia a toccare il formato storico della Grande Boucle.
Tuttavia, l'esigenza di avviare il nuovo ciclo di riforme per l'inizio della stagione 2029 impone tempi certi. Il vertice in Spagna rappresenterà il vero punto di partenza per capire quale direzione prenderà il ciclismo del futuro.