Il marciatore Alex Schwazer è intervenuto il 2 ottobre 2026 al Festival dello Sport di Trento, in piazza Duomo, parlando davanti al pubblico della nuova positività alla quale deve rispondere e delle energie necessarie per chiarire quanto accaduto. L’incontro, svoltosi nel centro della città, ha riportato l'atleta altoatesino al centro di un confronto pubblico sulla fase che sta attraversando, tra vita personale, professionale e le vicende sportive.
Schwazer ha definito le ultime settimane e gli ultimi mesi come "particolari", collegando questa fase alla necessità di rispondere a una positività e di capire alcuni aspetti della situazione.
Nel suo intervento ha indicato il peso di un impegno che si aggiunge alla quotidianità. Il lavoro di chiarimento in corso e il dispendio di energie che comporta sono un percorso che, per il marciatore, resta da affrontare.
Il richiamo alla vicenda del 2016
Nel confronto con il passato, Schwazer ha richiamato l’esperienza del 2016, distinguendo l’ultima positività da quella precedente alla luce di quanto vissuto allora. Ha ricordato il percorso nelle sedi giudiziarie e ha usato parole nette sul significato di quell'esperienza: "So cosa vuol dire lottare per ottenere giustizia". Il riferimento è stato al tempo trascorso e alla difficoltà personale di una vicenda che, nelle sue parole, non ha avuto la durata immaginata all’inizio.
Schwazer ha spiegato che nel 2016 non aveva la più pallida idea di cosa avrebbe comportato un percorso del genere. Aveva pensato a due anni, ma la vicenda si è protratta per cinque anni, da lui definiti "pesanti". Da questo confronto nasce la sua posizione sull’ultima fase: chiarire quanto accaduto, ma senza rivivere un periodo analogo a quello successivo al 2016. La frase che sintetizza questo limite è stata: "Questo non lo posso e non lo voglio più fare".
L’incontro in piazza Duomo, a Trento, ha ospitato l’intervento del marciatore altoatesino davanti a un pubblico numeroso, confermando l'attenzione per le sue parole e il suo percorso.