Aprire un'attività all'estero, e in particolare a Londra, è davvero molto più conveniente che in Italia? Il caso Fiat, e in particolare la scelta del gruppo di fissare a Londra la sede fiscale dell'azienda, ha riacceso i riflettori sulle difficoltà di fare impresa nel nostro Paese e sulle possibili scorciatoie legali per pagare meno tasse. Aldilà delle polemiche circa l'opportunità morale della scelta del gruppo Fiat Chrysler infatti, è innegabile che fissare la sede fiscale a Londra ha permesso a Sergio Marchionne e company di risparmiare annualmente sul gettito fiscale.

Italia - Inghilterra: sulle tasse è una partita persa

Dal punto di vista prettamente fiscale ci sono diverse leggi che fanno risparmiare sulle tasse aprendo una'azienda con sede fiscale a Londra.

In primo luogo, aspetto forse più incidente, in Inghilterra le tasse sui dividendi corporate sono solo al 21%. Non solo: dal 2015 scenderanno ulteriormente al 20%. Solo in Irlanda la percentuale europea è più bassa.

Le imprese inglesi non pagano imposte sui profitti: le aziende italiane sanno quanto l'Irap pesi sul bilancio finale.

L'Inghilterra inoltre è stato il primo Stato ad accogliere la direttiva europea per la proibizione delle tasse sui dividendi che le aziende controllate estere versano alla sede fissata nello Stato britannico.

Immaginiamo quanto questi vantaggi fiscali, validi anche per aziende di piccole-media dimensioni, possano incidere ogni anno sul bilancio di gruppi come Fiat Chrysler.

Per le giovani start up inoltre c'è da sottolineare che l'aliquota sui brevetti in Inghilterra è al 10%: anche essere creativi a Londra costa meno!