Continua senza soluzione di continuità il caos legato alla Mini-Imu 2013-2014: molti dei 2.300 Comuni interessati dal pagamento del tributo stanno affannosamente predisponendo dei calcolatori fai da te, ma nonostante ciò centri Caf e commercialisti sono letteralmente presi d’assalto. Nei giorni scorsi, il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha assicurato un trattamento equo dei contribuenti, anche se la situazione al momento pare imboccare un’altra via.



Al di là del fatto che possa essere ritenuto giusto o meno l’obbligo di pagare la Mini-imu 2013-2014, c’è comunque da evidenziare che in mancanza della cancellazione della seconda rata Imu 2013 per i possessori di prima case e relative pertinenze (che ha poi generato l’obbligo del versamento Mini-Imu), i contribuenti avrebbero dovuto versare il 90% in più (il gettito che incamererà lo Stato sarà di 440 milioni di euro contro i 4,4 miliardi che sarebbero invece arrivati pagando il tributo a ‘prezzo pieno’).





Tutto vero, se non fosse che di equità non se ne vede nemmeno l’ombra, specie per quei contribuenti che hanno deciso di rivolgersi ad un centro Caf o ad un esperto tributarista per sapere quanto debba effettivamente pagare; la cosa davvero incredibile è che a conti fatti, l’assistenza costerà più del tributo stesso.

Mini-Imu 2013-2014 prima casa, aliquote ed F24: Caf presi d’assalto, assistenza più alta del tributo - A Milano, Torino, Napoli e Roma i prezzi più alti

Come risaputo, la Mini-Imu 2013-2014 sulla prima casa (che va versata tramite modello F24) corrisponde col 40% della differenza tra quanto si sarebbe dovuto versare con l’aliquota stabilizzata a norma di legge e quanto si dovrebbe invece versare al netto della nuova aliquota comunale; detto che si pagherà solo nei 2.300 Comuni che hanno incrementato la soglia base stabilita dalla Legge al 4 per mille, va sottolineato che in media il tributo costerà 40-50 euro procapite.



Il problema è che si tratta di una media, e che soprattutto nei centri più piccoli, non si andrà oltre i 25 euro; se si considera che in media un centro Caf chiede dai 2 ai 30 euro per regolarizzare e seguire la pratica, è facile comprendere come milioni di contribuenti pagheranno più per ottenere l’assistenza fiscale che non per regolarizzare la propria posizione versando allo Stato l’esatto ammontare del tributo.



I sindacati generalmente offrono la consulenza gratis se si è iscritti o se si è già fatto uso del proprio servizio per effettuare il pagamento Imu 2013, ma per tutto il resto le consulenze si pagano, ad anche profumatamente. Milano, con i suoi 59 euro di media, si colloca in testa alla classifica delle città dove l’imposta costerà di più; a seguire Torino, Napoli e Roma, con 58, 51 e 43 euro.



Quel che è certo è che un simile caos ogni qual volta si avvicina una scadenza fiscale è inaccettabile; il Ministro dell’Economia e il sottosegretario Baretta hanno già sottolineato che la prossima settimana si apriranno i tavoli di discussione tra l’Anci e il governo per risolvere una volta per tutte il problema connesso alla configurazione delle tasse sulla casa 2014; probabile che si parli anche della questione legate alle aliquote Tasi e alla proposta formulata in queste ore dall’Anci, che vorrebbe  il dirottamento verso le casse comunali del gettito garantito dall’Imu sugli immobili industriali e produttivi, categoria D, oggi destinato interamente alle casse statali.



L’auspicio è che arrivino presto risposte concrete ai contribuenti, i soliti sconfitti di una partita, quella giocata tra Comuni e governo, che non sembra avere fine.