Nella giornata di ieri la Cgia di Mestre ha diffuso le prime stime relative ai costi di Iuc, Imu, Tasi e Tari, le nuove tasse sulla casa che in mancanza di interventi assicureranno allo Stato qualcosa come 52 miliardi di euro complessivi, con quasi 3 miliardi di euro in più rispetto al 2013; il mattone è sempre più nel mirino del fisco per fare cassa, con le imposte sul possesso di un immobile salite dal 2007 ad oggi di quasi il 78%.



Solo considerando imu e Tasi, i contribuenti pagheranno quest’anno qualcosa come 31 miliardi di euro, con la maggior parte dell’aumento quantificato rispetto al 2013 (come già anticipato, circa 3 miliardi di euro) dovuto soprattutto all’introduzione della Tasi, il cui carico graverà in particolare su proprietari di seconde e terze case e su chi possiede un immobile produttivo.

Facciamo dunque il punto su calcolo Iuc, Imu, Tasi e Tari, cercando di capire quali siano gli scenari per i contribuenti.

Calcolo Iuc, Imu, Tasi e Tari: conteggio, detrazioni ed esenzioni, stangate su Tari e Tasi

Dal primo gennaio 2014 è ufficialmente entrata in vigore l’Iuc, la Nuova imposta unica comunale che accorpa Imu, Tasi e Tari; la Tasi è la nuova tassa sui servizi indivisibili, e stando alle stime della Cgia costituisce la componente più ‘onerosa’ delle tre. L’aliquota Tasi sulle prime case è di certo più ridotta della vecchia Imu (2,5 per mille vs 6 per mille) ma ad essere fortemente penalizzati saranno i proprietari di seconde e terze case più i possessori di un immobile produttivo. Quasi certamente i Comuni verranno dotati del potere di incremento delle aliquote, che potranno essere innalzate dello 0,8 per mille con il relativo tesoretto a costituire il budget dal quale poter attingere per sostenere le detrazioni. Chi vi rientrerà pagherà pochissimo, per le categorie escluse sarà più dura e certamente si avrà a che fare con pesanti maggiorazioni rispetto all’Imu. A parziale indennizzo per il passaggio dall’Imu alla Tasi (che ai comuni è costato qualcosa come 700 mln di euro di ammanchi) il governo ha già disposto il dirottamento di 500 mln di euro verso le casse delle amministrazioni comunali, che però attendono almeno altri 200 mln per considerare la partita chiusa.



Ancora peggiore la situazione per la nuova tassa sui rifiuti, la Tari, che stando alle prime analisi condotte dagli analisti del Sole 24 Ore porterà incrementi medi del 300% rispetto al precedente regime (ad essere colpite in particolare le imprese); sempre la Cgia ricorda che negli ultimi 8 anni il prelievo sui rifiuti è stato incrementato del 66%, mentre l’imposta che grava sugli immobili (prima Ici ora Imu) ha fatto salire il peso fiscale del 53%.



Per un corretto ed esatto calcolo Iuc, Imu, Tasi e Tari si deve comunque attendere che Comuni e governo chiudano la partita sulle aliquote Tasi, dopo di che il quadro sarà preciso. Certo, ad oggi le premesse non paiono confortanti.



I dati citati non fanno che confermare come lo Stato veda nell’imposizione sugli immobili una delle vie preferenziali per recuperare gettito, una mission impossible che l’erario sta cercando di compiere anche mediante il ‘lancio’ della Super anagrafe, uno strumento col quale si è ufficialmente (ri)dichiarata guerra agli evasori fiscali. Stessa cosa per il programma di rientro dei capitali esteri, una manovra che verrà condotta grazie all’ormai imminente accordo con la Svizzera.