Sarà varato mercoledì dal Consiglio dei Ministri il decreto che taglia l'Irpef per complessivi 10 miliardi.

Beneficeranno del provvedimento 11 milioni di lavoratori con reddito annuo lordo fino a 25.000 euro che si ritroveranno in busta paga circa 80 euro in più da aggiungere ai 10/15 previsti dall'analogo provvedimento del precedente Governo Letta, per un totale di circa 100 euro.

Per chi percepisce redditi superiori il risparmio sarà proporzionalmente ridotto, fino a circa 50 euro per le buste paga da 55.000 euro lordi.

Fin dal suo discorso programmatico alle Camere, Matteo Renzi aveva preannunciato la decisione, ma la novità è costituita dal fatto che questa prima azione sul taglio del cuneo fiscale andrà a totale beneficio delle famiglie.

Solo pochi giorni fa, parlando agli imprenditori del Nord-Est, Renzi sembrava orientato a destinare i 10 miliardi previsti nel suo programma alla riduzione dell'Irap, suscitando immediate proteste da parte dei sindacati.

Ancora ieri, il Ministro dell'Interno Angelino Alfano sosteneva la necessità di un'azione combinata, con riduzione Irap per le imprese e riduzione Irpef per i lavoratori.

A far pendere la bilancia della decisione a favore dei lavoratori dipendenti sembrano essere stati i dati relativi ai consumi delle famiglie, in calo anche nel 2013 nonostante un sostanziale calo dell'indice dei prezzi. Da qui la necessità di una iniezione di liquidità nelle tasche di chi percepisce redditi inferiori . Questa si tradurrà, nelle intenzioni del governo, nell'attesa ripresa dei consumi che farà da volano al rilancio dell'intera economia.

I migliori video del giorno

Le risorse necessarie alla copertura dell'operazione saranno reperite in parte dai risparmi attesi dalla spending review e in parte da entrate una tantum che saranno meglio definite nel decreto di mercoledì prossimo.

Nello stesso provvedimento, il governo decreterà il completamento dei pagamenti arretrati della Pubblica Amministrazione ed illustrerà il tanto atteso Jobs Act con i sussidi per chi perde il lavoro.

Per quanto riguarda il taglio dell'Irap atteso dagli imprenditori, si rimanda ad un secondo momento, non appena saranno reperite le risorse finanziare.