Avete mai trovato il tempo e la pazienza di esaminare attentamente una fattura-bolletta dell'energia elettrica? Per esaminare attentamente, intendo analizzare e considerare ogni voce presente, punto per punto, cercando di capire che significa esattamente e per quanto va a incidere sul risultato finale della stessa.

Orbene si scopre che trattasi di una sfilza di costi extra consumi effettivi, oneri, imposte, tasse ordinarie e straordinarie, che costituiscono un nutrito elenco di balzelli assortiti. Fa decisamente meno notizia, ma quello che accade per i prezzi della benzina e del gasolio si verifica anche per le bollette dell'energia elettrica.

Guido Bortoni, presidente dell'Autorità per l'Energia, ha riferito oggi alla Camera dei Deputati, che il gettito derivante dagli aggravi parafiscali, collegati alle bollette per l'energia elettrica a carico delle famiglie italiane, ha ormai raggiunto dimensioni stratosferiche, del tutto simili a quelle di un'intera "manovra finanziaria".

Il gettito è stato di oltre 11 miliardi di euro nel 2012 e di 13,7 miliardi abbondanti nel 2013, dunque pure in notevole crescita e, per il 90%, va a coprire gli incentivi destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il fotovoltaico in particolare.

Il guaio è che il tutto viene scaricato sulle bollette, che puntualmente ci arrivano a casa. Il garante per l'Energia non si propone di certo di sconfessare la politica degli incentivi in atto, ma sottolinea che la si potrebbe di certo rendere meno onerosa per i cittadini, visto che il peso delle politiche pubbliche, che va a incidere sui prezzi al consumo dell'energia elettrica, negli ultimi quattro anni, si è triplicato.

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