Sembra proprio che all'interno dell'ormai famoso Jobs act di Renzi, sia contenuta una postilla che mira ad eliminare le detrazioni per il coniuge a carico dalla Dichiarazione dei redditi.

La questione è stata portata alla ribalta dal quotidiano Avvenire, che ha scoperto l'esistenza di questo taglio all'interno dell'ultima pagina della legge delega, al capitolo dedicato alla 'Delega in materia di conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali'.

Al punto c) si parla di eliminare le detrazioni per il coniuge a carico e avviare l'introduzione della tax credit allo scopo di incentivare il lavoro femminile di donne con figli minori, che hanno un basso reddito.

Un altra tassa occulta dunque...

Dichiarazione dei redditi: cosa cambierebbe?

Se questa postilla diventasse effettiva, le donne che scelgono di rimanere a casa per prendersi cura dei figli o dei genitori aniani, perderebbero ogni diritto ad un sostegno economico. L'unica possibilità per loro sarebbe andare a lavorare (a trovarlo un lavoro!)

Naturalmente il mondo cattolico non si trova d'accordo. Trova che sia penalizzante per le famiglie la cancellazione dell'unico sostegno economico per le donne che hanno fatto la scelta di occuparsi di figli e genitori anziani.

L'importo consiste in circa 800 euro l'anno per i redditi medio-bassi, che verrebbero a mancare nelle famiglie monoreddito. Una decisione che viene considerata una violazione della libertà di scelta della donna, quella se lavorare fuori casa o meno.

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Il Forum delle Associazioni familiari è altrettanto contrario a questa iniziativa del governo Renzi, affermando che è come riportare indietro l'orologio della storia, considerando il lavoro di casalinga un 'non lavoro'.

In definitiva, la donna potrebbe essere costretta a trovare un lavoro, per lasciare figli e parenti anziani con badanti e baby sitter, a cui naturalmente dovrà versare uno stipendio.

Ha senso aumentare le detrazioni per i figli e far sparire quelle per il coniuge?