Tra le spese detraibili in sede di #Dichiarazione dei redditi più comuni vi sono sicuramente quelle legate all'istruzione personale, dei propri figli o di altri familiari a carico. Tali spese vengono prese in considerazione dallo Stato, seppur con misure a volte eccessivamente limitate, considerando l'importanza fondamentale che il settore ricopre nello sviluppo del Paese e dei suoi cittadini, con un'ottica antica e legata a un'Italia di molti anni fa incentrata su famiglie monoreddito e un sistema scolastico efficiente, gratuito o comunque accessibile a tutti.

Punti comuni tra tutte le spese detraibili che saranno di seguito elencate sono la detrazione d'imposta pari al 19% di quanto versato e la possibilità di portare in detrazione anche di quanto sostenuto nell'interesse delle persone fiscalmente a carico (coniuge e figli anche se non conviventi, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo se conviventi).

Sono detraibili le spese sostenute dai genitori (o tutori) per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo complessivo non superiore a 632,00 euro annui per figlio.

Relativamente alle spese sostenute per la frequenza della scuola per l'infanzia e la scuola primaria (c.d. scuole elementari) non è prevista alcun tipo di detrazione in quanto tali insegnamenti sono, come da Costituzione, gratuiti ed accessibili a tutti.

Nei cambiamenti dell'ultimo decennio però ci si è scontrati con la dura realtà dei tagli all'istruzione pubblica e con la richiesta da parte degli insegnanti di contributi "volontari" necessari ai docenti per lo svolgimento di determinate attività didattiche o addirittura per l'acquisto del materiale basilare che permetta il funzionamento degli Istituti (ad esempio cancellini, gessi, fogli, carta igienica).

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Tali "oboli" volontari solo nella forma, possono parzialmente rimborsati in quanto è previsa la detrazione per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado (statali e non) senza scopo di lucro se finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa. Tale detrazione è spettante a condizione che il pagamento sia effettuato con versamento postale o comunque tracciabile (non sono ammessi i pagamenti in contanti).

Sono detraibili le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria di primo (c.d. scuole medie) e secondo grado (c.d. scuole superiori), universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri. Nel caso in cui le spese siano sostenute presso istituti privati o stranieri l'importo che potrà essere detratto non dovrà essere superiore a quanto richiesto per un servizio analogo da istituto o università italiana (nel caso di università private occorre rilevare le rette richieste dagli atenei pubblici della stessa città o delle vicinanze).

Tra tali spese sono ricompresi anche i master, anche se istituiti da università private (o straniere), solo se assimilabili, per struttura o durata dell'insegnamento, a un corso universitario o di specializzazione.

#Detrazioni fiscali