Il bonus Irpef di Renzi, con gli ormai celebri 80 euro in busta paga, è ormai arrivato nelle tasche degli italiani per il primo mese di debutto. In questo articolo vediamo chi vi ha diritto (saltata l'ipotesi dell'estensione alle famiglie monoreddito, confermata invece la disponibilità per i disoccupati) e, aspetto degno di nota, la recentissima bocciatura della misura da parte della Corte dei Conti.

Bonus Irpef Renzi, 80 euro: a chi spetta

Il bonus Irpef è stato negli scorsi mesi al centro del dibattito in Italia. La detrazione di 80 euro mensili (ovvero 640 euro annuali) del Governo Renzi spetta ai lavoratori che percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilato al di sotto dei 24 mila euro lordi all'anno.

Per i redditi tra i 24 e i 26 mila euro, la detrazione va a scalare proporzionalmente.

Il bonus spetta anche a chi ha lavorato solo un periodo dell'anno: in questi casi il credito spettante va calcolato in proporzione, sulla base del periodo di lavoro effettivo.

Per chiarire ulteriormente il funzionamento del bonus, l'Agenzia delle Entrate il 14 maggio scorso ha pubblicato un'importante circolare. Vi si precisa che l'aumento di 80 euro spetta anche ai lavoratori in cassa integrazione, a quelli in mobilità e ai disoccupati.

Bonus Irpef Renzi, 80 euro: rinviata l'estensione alle famiglie monoreddito

Nell'ultimo periodo il Parlamento aveva ipotizzato l'estensione del bonus alle famiglie monoreddito con figli. Ma la cosa è saltata, almeno per il momento. Nel corso di una riunione tra governo e maggioranza, si è raggiunto un accordo che prevede di rinviare la concessione della detrazione Irpef di 80 euro a tali famiglie alla legge di stabilità 2015.

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Bonus Irpef Renzi, 80 euro: arriva la bocciatura della Corte dei Conti

Negli scorsi sul tanto discusso bonus di Renzi si è abbattuta la pesante bocciatura da parte della Corte dei Conti. Nel suo rapporto 2014 sulla finanza pubblica, l'organismo etichetta senza mezzi termini la misura voluta dal premier come uno "strumento surrogato", che non favorisce, anzi allontana interventi più strutturali di riforma della tassazione del lavoro.

"Politiche redistributive - leggiamo nel documento - basate sulle detrazioni di imposta così come scelte selettive rientranti nell'ambito proprio e naturale della funzione dell'Irpef, affidate a strumenti "surrogati" (prelievi di solidarietà, bonus, tagli retributivi) sono all'origine di un sistematico svuotamento della base imponibile dell'Irpef finendo per intaccare la portata e l'efficacia redistributiva dell'imposta". Per la Corte dei Conti si tratta di decisioni che "allontanano e rendono più difficile l'attuazione di un disegno equo e strutturale di riduzione e di redistribuzione dell'onere tributario".