Sono in arrivo importanti novità, a partire da domani martedì 1 Luglio, per quanto riguarda l'esenzione ticket sanitari. Cambierà, infatti, il sistema di applicazione, in quanto non sarà più automatica ma verrà stilata attraverso la dichiarazione dei redditi: se fino ad ora non serviva altro che una autocertificazione (o un'attestazione del medico curante) ora la fascia di reddito verrà assegnata direttamente dal Ministero della Sanità secondo questo nuovo criterio. Questo significa che il medico o il farmacista riceveranno in automatico i nuovi dati relativi alla situazione dell'assistito.


Esenzione ticket sanitario, dal 1 luglio cambia modalità di assegnazione fascia di reddito

Le fasce di reddito che riguardano l'esenzione dal ticket sanitario sono quattro e, come in passato, si partirà dall'esenzione totale (prestazioni esenti al 100%) fino al pagamento dell'intero importo, passando per le due fasce intermedie che permetteranno di usufruire delle riduzioni del ticket sanitario:
Si partirà dalla fascia R1 che va da quota zero a 36.151,98 euro; la seconda fascia invece sarà denominata R2 e comprenderà i redditi a partire da 36.151,99 fino a 70mila euro; poi ci sarà la fascia R3 che partirà da 70.001 euro fino a 100mila euro; infine, oltre i 100 mila euro, è previsto il pagamento in automatico della quota massima.



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Esenzione ticket sanitario, dal 1 luglio, si consiglia di controllare propria posizione

Essendo cambiato completamente il sistema di assegnazione della fascia di reddito per ciascun assistito (dall'autocertificazione alla dichiarazione dei redditi) è vivamente consigliato ai pazienti di verificare la propria posizione in quanto non sono affatto da escludere dei problemi per quanto riguarda gli aggiornamenti o mancate attivazioni della corrispondente tessera sanitaria. A quale rischio possiamo andare incontro? Semplice. Tutti coloro che non saranno presenti negli elenchi (un caso su tutti i lavoratori dipendenti che presentano il Cud al posto della dichiarazione dei redditi) potrebbero essere inclusi nella fascia massima di reddito e, dunque, potrebbero andare incontro a spiacevoli sorprese, come quella di pagare la quota massima.