Tra poco meno di tre giorni i contribuenti di tutta Italia saranno chiamati a versare la Tasi 2014: è dunque vicina la fine di un vero e proprio incubo iniziato quasi 1 anno fa, una trafila così complicata da aver spinto il governo a chiedere addirittura scusa ai contribuenti per i disagi causati.



Andiamo dunque a riepilogare aliquote e modalità di calcolo della Tasi 2014, ricordando anche le operazioni tramite le quali poter pagare il tributo; il governo ha già fatto sapere che non ci saranno sanzioni in caso di ritardi o errori.

Tasi 2014, calcolo, aliquote e pagamento con F24: il governo chiede scusa



Partendo dalle procedure di calcolo della Tasi 2014, va sottolineato che l’operazione non sarebbe di per se complicata: a  renderla maledettamente difficile è stata l’incertezza relativa ad aliquote e detrazioni, parametri fondamentali per computare il tributo.



Il calcolo della Tasi 2014 deve partire dalla rivalutazione al 5% della rendita catastale; dopo di che bisogna moltiplicare la risultanza per un coefficiente che varia da immobile a immobile, conteggiare le aliquote di riferimento e scomputare le detrazioni.



Le aliquote della Tasi 2014, lo ricordiamo, variano dal 3,3 per mille massimo sulle prime case all’11,4 per mille massimo sulle seconde; i due parametri sono il frutto della somma tra l’ammontare minimo (2,5 per mille sulle prime case e 10,6 sulle seconde) e l’incremento massimo applicabile dai Comuni (0,8 per mille), ma ogni amministrazione ha fatto scelte particolari e diversificate.



Il consiglio è dunque quello di valutare con attenzione quanto deliberato dal proprio Comune di residenza: la Tasi 2014 si pagherà al 16 giugno solo in quei territori dove aliquote e detrazioni sono state stabilite entro il 23 maggio, per tutti gli altri si andrà al 16 ottobre (se le aliquote verranno deliberate entro il prossimo 10 settembre) o direttamente al 16 dicembre, quando tutti dovranno effettuare il saldo dell’imposta.



Il pagamento della Tasi 2014 può avvenire tramite bollettino postale o modello F24; in questo secondo caso sarà possibile effettuare la compensazione di quanto dovuto con crediti d’imposta Irpef, Iva e Irap residui dell’anno 2013 o emersi dal Modello Unico del 2014.



La vicenda connessa alla Tasi 2014 è stata talmente clamorosa da aver spinto il membro della commissione bilancio del Senato Antonio D’Alì a chiedere scusa agli italiani a nome del governo ‘per la confusione venutasi a creare in questi mesi’.

Tasi 2014, niente sanzioni in caso di errori o ritardi



Alle scuse ha fatto seguito la dichiarazione rilasciata dal sottosegretario all’Economia Zanetti, che ha annunciato che non vi sarà alcun debito d’imposta a carico di chi abbia commesso errori connessi al pagamento della Tasi 2014 o sia incappato in lievi ritardi.



Zanetti ha motivato la cosa sottolineando come la confusione creatasi attorno alla Tasi 2014 giustifichi l’applicazione dell’art. 10 della legge 27 luglio 2000, n.212 (Lo Statuto del Contribuente): ‘Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi di mora al contribuente […] quando la violazione dipenda da obiettive condizioni di incertezza sull’ambito di applicazione della norma tributaria’.