La scadenza della Tasi è ormai vicina ed è partita la corsa al pagamento del tributo che sta mettendo seriamente in difficoltà molti dei cittadini italiani. Già è stata dura capire cosa fosse questa nuova tassa che, alla fine, ha finito per sostituire (quanto meno per l'importo), la vecchia e odiata Imu per i possessori di prima casa. Certo, si è voluto spiegare ai contribuenti che la Tasi è la tassa per i servizi indivisibili dei comuni (quali pulizia delle strade, illuminazione e quant'altro) e che nulla a che fare con l'Imu di un tempo. Sta di fatto però che, l'importo alla fine coincide e gli italiani si trovano a tirare fuori dalla propria tasca praticamente la stessa cifra dell'Imu sulle prime case.

Oltre il danno, la beffa: molti comuni non inviano i bollettini per il pagamento

Se il problema si fermasse all'importo da pagare, sarebbe già un grande risultato. Ma in molti casi ai contribuenti questa volta non arriva neanche il modello precompilato per il pagamento nè tanto meno un F24 già stampato. Ogni contribuente deve arrangiarsi come può, calcolando da solo l'importo da versare. Non mancano i siti nei quali basta inserire tutti i dati dell'immobile, le detrazioni e le aliquote per sapere quale importo ne risulta, ma, diciamola chiara, chi è in possesso di tutti questi dati?

Spieghiamo a una coppia di anziani di cercare la rendita dell'immobile, aggiungere le detrazioni e magari stampare l'F24! Secondo voi, sono i grado di farlo?

Da qui la corsa ai Caf o agli Uffici tributi dei comuni oberati in questi giorni di code di ore per ottenere un calcolo preciso sulla Tasi.

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Ore di attese, spesso fuori dagli uffici sotto un Sole cocente che certo non fanno fare bella figura ad una nazione già in crisi economica.

Non era forse meglio posticipare anche per questi comuni la scadenza del 16 giugno per fare le cose come si conviene ad un paese civile?