Sono stati tutti rigettati i ricorsi presentati al Tar dalle varie Associazioni e dai liberi cittadini di Reggio Calabria, in merito al pagamento della TARES per l'anno 2013. Anno in cui la città è stata sommersa dai cumuli di spazzatura che hanno procurato tantissimi problemi ai cittadini e all'economia locale. Il dramma dell'accumulo di pattume in città, iniziò subito dopo lo "scandalo Leonia" che contribuì a convincere la Commissione d'accesso che il Consiglio comunale andava sciolto per contiguità con la 'ndrangheta. Il tutto provato anche dalle indagini della Procura che riuscì a svelare gli intrecci della politica attorno alla società mista, attorno alla quale si snodava un groviglio di affari mafiosi, assunzioni, voti di scambio e quant'altro d'illecito sia stato compiuto e provato dalla Procura.

Quando i conti di "Leonia Spa" iniziarono a non tornare, l'amministrazione comunale di Scopelliti approvò una delibera per ricapitalizzare la Società. Un'operazione per la quale ora pesa un mutuo sull'ente pubblico e di conseguenza sui cittadini utenti che nel dicembre 2013 si sono visti recapitare bollette da capogiro. La naturale reazione dei cittadini e di tutte le Associazioni di categoria fu di presentare ricorso al TAR per avere giustizia.

Durante lo studio della documentazione e delle Delibere prodotte dalla terna Commissariale, gli avvocati e i tecnici rappresentanti delle varie Associazioni di categoria giunsero alla determinazione che l'Amministrazione ha agito in difformità sia al Decreto Legge n. 201 del 2011, sia all'articolo 14, commi 11 e 20 della Legge 20 dicembre 2013 n.224. Il comma 20 dell'art.

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14, infatti, prevede che: "Il tributo è dovuto nella misura massima del 20% della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente".

Nonostante tutte le argomentazioni e le prove presentate al giudice Roberto Politi, a favore della tesi sostenuta dai legali delle Associazioni che, l'amministrazione Comunale, al momento retta dalla triade commissariale, ha agito in netta difformità alle regole; determinando la tariffa Tares con una procedura al quanto subdola e vessatoria, Il Tribunale Amministrativo, in camera di consiglio del giorno 5 giugno 2014 e nella camera di consiglio del giorno 16 luglio 2014 con l'intervento dei magistrati: Roberto Politi, Presidente; Filippo Maria Tropiano, Referendario e Angela Fontana, Referendario, Estensore, ha deciso per il rigetto del ricorso.

Una Sentenza che non ha fatto sicuramente sorridere i reggini e tutti i ricorrenti, ai quali, adesso non rimane che il ricorso al Consiglio di Stato, sperando che l'Organo Superiore ribalti la decisione del TAR di Reggio Calabria.