Non c'è pace per i proprietari di immobili italiani, che vedono addensarsi nuove nubi temporalesche all'orizzonte. I contribuenti devono ancora metabolizzare il saldo finale di #imu, #Tasi e Tares 2014, ma già si profilano nuovi aumenti nel 2015. Il colpo di scena è arrivato nelle scorse ore, quando la famosa local tax annunciata dall'esecutivo Renzi è stata rinviata a data da destinarsi, con la speranza di poterla realizzare nel 2016. I tempi per inserire il provvedimento all'interno della legge di stabilità attualmente in discussione al Senato della Repubblica sarebbero decisamente troppo stretti, fatto che fa propendere per lasciare in essere l'attuale impostazione burocratica.

Ma così facendo si rischia di provocare un vero e proprio salasso per i proprietari e gli inquilini (chiamati già ora a pagare fino al 30% della Tasi): scopriamo insieme perché.

Salta la local Taxi, rischio di raddoppio delle aliquote della Tasi 2014

Se dovesse effettivamente saltare la local tax, il modello impositivo resterebbe identico o molto simile a quello dell'Imu e della Tasi previste per il 2014, con l'aggravante che durante quest'anno i Comuni italiani hanno ricevuto circa 625 milioni di euro di ristorno dall'amministrazione centrale, che però ha posto dei limiti all'aumento delle aliquote. Più precisamente, quelle sulla prima casa si dovevano fermare al 2,5 per mille, oppure potevano arrivare al 3,3 per mille a patto di redistribuire l'aumento addizionale in favore dei cittadini meno abbienti tramite l'istituzione di adeguate detrazioni.

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Purtroppo a partire dall'anno prossimo tali ristorni dell'amministrazione verranno a mancare, con la contestuale eliminazione del tetto alle aliquote: questo significa che dal 2,5 per mille, i proprietari di prima casa potranno trovarsi a pagare perfino il 6 per mille (praticamente il doppio) rispetto a quanto stanno finendo di versare in questi giorni. Una prospettiva allarmante, soprattutto se consideriamo che già ora le famiglie sono allo stremo e hanno ridotto i consumi a causa della recessione economica.

I numeri della Cgia di Mestre sul potenziale salasso: la Tasi 2015 potrebbe raccogliere 10 miliardi di euro

Se le cose non dovessero cambiare, gli italiani potrebbero essere presto costretti a fare i conti con Imu e Tasi ben più salate di quelle attuali, che secondo la Cgia di Mestre potrebbero pesare sulle famiglie per l'enorme cifra di 10 miliardi di euro. Prendendo spunto da un caso reale "l'eventuale incremento al 6 per mille farebbe schizzare il gettito riferito ad un'abitazione A2 da 242,00 € pagati nel 2014 a 631,00 € nel 2015 [...] per un A3 si passerebbe dai 134,00 € ai 424,00 €, con una variazione del +216%".

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