La sentenza sui ricorsi che agricoltori, comuni, Regioni ed associazioni di categoria hanno presentato al TAR del Lazio, slitta di qualche giorno. Ma è una notizia buona che lascia intatte le speranze che l'IMU agricola venga cancellata o almeno vengano cambiati i criteri di esenzione come stabiliti dalla normativa. Molte Regioni, Comuni, associazioni di categoria, agricoltori e Comitati hanno manifestato ieri davanti al TAR del Lazio ed hanno assistito all'udienza pubblica. Sulla pagina web "riscatto.info", dove uno dei maggiori comitati di agricoltori ha aperto una petizione per vedere di cancellare l'imposizione sui terreni, si guarda con ottimismo a quelle che saranno le decisioni future.

La vicenda dei ricorsi degli agricoltori per l'Imu sui terreni agricoli

Ieri, 17 giugno in una udienza pubblica, il TAR del Lazio ha iniziato a prendere in esame i ricorsi pervenuti da più parti d'Italia per quanto riguarda l'introduzione dell'#imu sui terreni agricoli. Uno dei settori più colpiti dalla crisi, l'agricoltura, con questa nuova tassa, rischia di vedere crollare quel poco di economia che ancora la mantiene in vita. I criteri di esenzione fatti in base ad astrusi criteri altimetrici dei comuni censiti da Istat, sono tra le motivazioni maggiori che hanno spinto i soggetti interessati ad opporre ricorso in tribunale. Ieri di fronte alla sede del TAR laziale, sit-in, cortei e cartelloni non si contavano.

Le decisioni

La sentenza è slittata come da prassi, ma non di mesi come alla vigilia si temeva, ma solo di qualche giorno.

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L'Avvocatura di Stato ha tentato di spostare la sentenza a dicembre motivando la richiesta di rinvio con la volontà del #Governo di apportare cambiamenti e migliorie al provvedimento in tempi brevi. Dopo una discussione approfondita, i legali dei soggetti interessati e dell'ANCI, l'Associazione dei Comuni Italiani, hanno spuntato un rinvio breve visto che già la prima udienza era stata spostata a dopo la scadenza dell'acconto IMU da pagare il 16 giugno. Non si poteva permettere che la sentenza arrivasse dopo la scadenza del saldo di dicembre.

Risolvere presto è un vantaggio per tutti

La parola fine della vicenda deve avvenire in tempi ristretti perché se è vero che gli agricoltori hanno interesse a capire bene se pagare o meno la tassa, i comuni hanno necessità di incassare fondi per i patti di stabilità e per le indicazioni che provengono dalla Unione Europea. Lo Stato ha già bloccato i trasferimenti di 350 milioni di euro ai comuni proprio in previsione degli incassi che i comuni stessi dovevano avere dall'IMU. Adesso che i comuni si sono schierati al fianco degli agricoltori, bisogna capire se lo Stato sbloccherà i trasferimenti e se si deve stabilire dove troverà i fondi il Governo. Comunque a breve la sentenza porrà la pietra tombale sulla storia, almeno questa è la speranza di ieri.