Da qualche settimana girano miriadi di notizie inerenti l'introduzione della tassa sui condizionatori, la quale, stando a quanto si legge, obbligherà in futuro i proprietari di impianti di condizionamento a pagare tra i € 200 ed i € 300 per adempiere agli obblighi di manutenzione e controllo imposti dalla vigente legislazione.

In quest'articolo, si cercherà di presentare una lettura quanto più possibile precisa ed oggettiva della questione, al fine di fornire informazioni utili in merito. Si cercherà, altresì, di prescindere da qualsiasi discorso politico, giacchè l'unico interesse è quello di far luce, per quanto possibile, sulla vicenda.

Di cosa si parla in realtà?

Questo nuovo onere è frutto di quanto disposto dal decreto ministeriale del 10 febbraio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 marzo dello stesso anno.

Mediante tale strumento legislativo, è stato introdotto l'obbligo per gli utilizzatori di condizionatori di detenere e conservare un libretto d'impianto per la climatizzazione su cui far apporre il bollino blu di controllo dalle società addette alle ispezioni (il comune di Roma, a tal proposito, già sta procedendo ad organizzare il sistema di informazione e controllo necessario), prevedendo altresì una sanzione da € 500 a € 3000 a carico del titolare in caso di inadempimento.

Ciò rappresenta l'applicazione di quanto stabilito negli anni precedenti in ambito europeo, precisamente attraverso la direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010, avente ad oggetto la materia della prestazione energetica nell'edilizia (si invita a leggere, in particolare, i due passaggi di tale provvedimento che incidono su tale questione: il punto 26 delle considerazioni iniziali ed il comma 1 dell'articolo 15), recepita in Italia già nel 2013 attraverso il Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013 (risulta necessario sottolineare come la questione del controllo dei condizionatori sia in realtà una storia vecchia su cui si è davvero fatta luce solo ora che sta divenendo un problema concreto).

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Cosa prevede ora la legge?

La vigente disciplina prevede, come anticipato sopra, controlli obbligatori, a cadenza massima di quattro anni e che varia a seconda dei casi, del proprio sistema di condizionamento. Questi, tuttavia, non sono previsti per tutti i condizionatori; la sopra citata direttiva, infatti, stabilisce che l'obbligo vige per gli <<impianti di condizionamento d'aria la cui potenza nominale utile è superiore a 12 kW>>.

Tale disposizione esclude dai soggetti obbligati la maggior parte delle famiglie (salvo casi di condizionatori molto grandi), circoscrivendo l'area di applicazione delle nuove norme a industrie e commercianti.

Nonostante ciò, il rischio che la riforma vada ad incidere comunque sulle tasche dei privati cittadini sembra esserci; stando all'opinione di Federconsumatori e Adusbef, infatti, i costi aggiuntivi derivanti dai controlli sui condizionatori potrebbero essere scaricati sul valore dei prodotti e dei servizi offerti.

Si specifica, infine, che la normativa prevede l'esclusione dal controllo sui condizionatori per coloro i quali alimentano totalmente gli stessi mediante fonti rinnovabili, fermo restando l'obbligo di detenzione del libretto.