Dopo il recente Dlgs n.159/15, varato dal Governo, che ha riformato la riscossione esattoriale, si stanno vedendo i primi effetti che riguardano chi si vede iscrivere un fermo amministrativo sulla propria auto. In breve chi avrà avuto la fortuna di non ricevere l’iscrizione del fermo auto, presentando subito l’istanza di rateazione, potrà esser sicuro di non riceverla nemmeno in futuro. Al contrario di chi invece si è visto affibbiare immediatamente il fermo per vederselo sbloccare dovrà attendere almeno 6 anni. Le dilazioni che si possono chiedere sono fino a 72 rate infatti. Il fermo d’auto da misura cautelare è diventato una vera e propria sanzione punitiva. Esso dunque comporta un trattamento piuttosto peggiorativo nei confronti di chi ha debiti.

Il fermo d’auto finora infatti aveva il solo scopo di assicurare il buon esito di un futuro pignoramento e, quindi, di garantire il creditore, in quanto atto strumentale all’esecuzione forzata. Infatti qualora il debitore avesse provveduto al pagamento della 1^ rata, il fermo veniva cancellato, non essendovi più motivo di conservare la garanzia su un debito che era in corso di definizione.

Quali sono le conseguenze del nuovo fermo d’auto?

Il nuovo fermo d’auto invece annulla le possibilità per il contribuente di ritornare nel pieno godimento della propria auto a seguito del pagamento della 1^ rata del piano di dilazione ma produce anche un altro effetto negativo. Determina il deprezzamento dell’auto che proprio perché non viene utilizzata per 6 anni, difficilmente si rimetterà in moto.

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L’auto alla quale vengono apposte le ganasce fiscali non potrà più essere guidata, neanche nei casi di urgenza, pena l'applicazione di multe piuttosto pesanti. La modifica introdotta al D.P.R. n. 602/73 statuisce infatti che Equitalia, non può più iscrivere fermi o ipoteche se il contribuente chiede la rateizzazione e sempre che egli decada dalla dilazione dopo che non paga 5 rate. Tuttavia per i fermi e le ipoteche già iscritti alla data di concessione della rateazione non ci sarà più la cancellazione del fermo o dell’ipoteca se non dopo che il debito viene saldato integralmente, fino all’ultima rata. Le limitazione pratiche per il contribuente sono sicuramente più consistenti rispetto all’iscrizione di un‘ipoteca che invece permette ad esempio di godere e utilizzare la casa .

Sblocco auto: esso avviene solo se si paga fino all’ultima rata

La modifica al D.P.R. n. 602/1973 sulla riscossione in pratica ferma l’auto del debitore ma non reca alcuna utilità ad Equitalia né al debitore. Ne consegue infatti che la stessa dunque mira a punire e a sanzionare chi non si è sbrigato a pagare subito o a chiedere la rateazione senza dimenticarsi che sono evidenti le disparità di trattamento che tale misura determina.

Può infatti accadere che ad alcuni venga notificata l’iscrizione del fermo già dopo i 60 giorni dalla scadenza della cartella. Per altri invece potrebbero passare diversi anni prima che ciò succeda. Non solo: Equitalia può procedere all’iscrizione di un fermo amministrativo anche su tutte le auto del debitore. E' del tutto inutile quindi l’idea di comprarsi una nuova auto provvisoria nella speranza che Equitalia non metta le ganasce anche su quella. Per debiti inferiori a 1mille euro, prima dell'applicazione del fermo, deve essere sempre inviato un avviso a casa del debitore e il fermo può scattare solo dopo 6 mesi dal ricevimento dello stesso. In assenza di tali condizioni, il fermo può essere impugnato. Tempi duri per chi ha debiti e utilizza la propria auto per procacciarsi il lavoro.