Probabilmente sarà stato l’esito delle elezioni amministrative a spingere il Governo ad accelerare alcuni propositi che ne potrebbero aumentare il consenso. Uno di questi è la chiusura di Equitalia, che Renzi aveva previsto per il 2018 e che, invece, sembra verrà predisposta prima delle ferie estive. Che il concessionario per la riscossione sia odiato dalla stragrande maggioranza degli italiani è un dato di fatto, ma la sua chiusura non è sinonimo di condono, perché difficilmente lo Stato rinuncerà a quanto vantato sui contribuenti indebitati. Anzi, sembra certo che a prescindere dalla sua abolizione o meno, Equitalia sarà incaricata di recuperare il famoso Bonus da 80 euro che Renzi ha concesso ad alcuni lavoratori e che oggi sembra sia stato erogato anche a chi non ne aveva diritto.

Cosa cambierebbe con lo Stop di Equitalia?

Parliamoci chiaro, pensare che scomparendo l’Ente di riscossione, tutto quello che un soggetto deve al fisco venga cestinato è una ipotesi improbabile. La chiusura del concessionario sposterà i compiti di quest’ultimo ad un altro soggetto o a più di uno ai quali sarà, sempre per ipotesi, dato lo stesso potere che aveva Equitalia. Per i debitori del fisco quindi cambierà poco o nulla, anzi c’è già chi crede che la situazione possa anche peggiorare. L’ipotesi più gettonata e forse di più facile esecuzione sarebbe quella di far confluire Equitalia nell’agenzia delle entrate, perché le altre che mirano ad aprire nuovi Enti o nuove società non avrebbero senso perché sembrerebbe solo di cambiare nome al Concessionario.

L’Agenzia delle Entrate è l’unico modo con cui si risolverebbe anche la problematica dei dipendenti di Equitalia che passerebbero solo da un Ufficio Pubblico ad un altro, anche se Equitalia risulta essere una società privata.

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Questa soluzione oltre che dal Governo, sembra accettata anche dai sindacati che devono rispondere proprio ai dipendenti che rischiano di essere considerati in esubero. Il problema maggiore potrebbe essere il fatto che la nostra Costituzione ammette assunzioni presso Enti Pubblici, tra i quali l’Agenzia delle Entrate, solo tramite concorso, ed in questo caso invece, i dipendenti della defunta Equitalia sarebbero assunti senza gare. Il rischio che cartelle emesse da questi nuovi dipendenti pubblici siano a rischio illegittimità costituzionale è alto.

Ma la riscossione non si ferma

Nonostante la minacciata chiusura di Equitalia, il lavoro dell’Ente non si ferma, anzi, c’è il concreto rischio che adesso inizierà a lavorare per un'altra spinosa questione in sospeso, il bonus da 80 euro che sembra debba essere restituito da 1,4 milioni di lavoratori. Molti italiani infatti hanno percepito il bonus da 80 euro ed oggi, alla luce della situazione reddituale propria e del nucleo familiare, messa in luce dai 730 precompilati, sembra che non dovevano percepirlo.

L’Agenzia delle Entrate infatti comunica a molti di questi soggetti che il bonus percepito era troppo alto o non andava proprio percepito. Per questo ne chiede la restituzione da effettuarsi tramite versamento con f24 ed in unica soluzione. Anche il fatto che non si può restituire a rate, almeno questo sembra in definitiva il meccanismo oggi, oltre che ingiusto socialmente per gli incapienti e per tutti i lavoratori che lo hanno percepito poco alla volta, rischia di mettere in difficoltà i lavoratori. Il rischio che si passi a cartelle esattoriali vere e proprie, con arretrati, interessi ed altre voci a carico dei lavoratori è alto. Renzo Radiconi, noto rappresentante della Commissione per il Diritto Tributario, intervenendo su “QuiFinanza.it” ha sottolineato il pericolo che il bonus da 80 euro generi cartelle Equitalia.