Luglio è arrivato e con esso parte la novità del #Canone Rai in bolletta energetica. SI tratta di una novità assoluta inserita dal #Governo Renzi nella Legge di Stabilità in vigore dallo scorso 1° gennaio. Dal punto di vista della spesa per le famiglie, quest’anno il canone è sceso a 100 euro esatti, che vanno pagato in 10 rate da 10 euro cadauna. In vigore da gennaio, i primi 7 mesi saranno caricati con la bolletta di luglio nella quale gli utenti dovranno pagare 70 euro. Ma non tutto sta filando liscio perché molti casi anomali sono stati denunciati dai contribuenti e sui quali l’Agenzia delle Entrate ha pensato bene di risolvere pubblicando alcune risposte agli utenti.

Il canone si paga solo una volta e per una abitazione

Uno dei casi più controversi è quello del soggetto che è titolare di due utenze di #energia elettrica ad uso residenziale. In questo caso ci si trova di fronte a due canoni RAI (70 + 70 euro) caricati allo stesso individuo in due bollette elettriche, producendo un errore dell’errore. Infatti la doppia utenza uso residenziale di un soggetto è una anomalia che con il canone della televisione non c'entra, ma riguarda proprio il gestore del servizio elettrico. Il caso non è raro, vuoi per un errore proprio di quest’ultimo o vuoi per una trovata furbesca dell’utente che cerca di risparmiare sulla seconda bolletta indicandola come uso residenziale (con tariffe migliori) invece che come seconda casa, ufficio e così via. Su questa fattispecie di anomalia, l’Agenzia delle Entrate ha rassicurato tutti che in caso di doppio addebito, saranno previsti rimborsi per gli utenti, anche se la struttura del canone in bolletta prevede che per casi di doppio contatore residenziale intestato al medesimo soggetto, il canone sarà dovuto solo sul contratto più recente aperto dal contribuente.

I migliori video del giorno

In parole povere, il canone RAI è dovuto per una sola utenza elettrica per nominativo.

Cambio di intestazione, cambio di fornitore ed altri casi limite

Molti sono i dubbi e le problematiche che accompagnano questa novità per il 2016. Gli utenti sono confusi per eventuali problematiche che potrebbero sopraggiungere nel caso si voglia cambiare fornitore o semplicemente cambiare azienda fornitrice dell’energia elettrica o cambiare il titolare del contratto. Le Entrate fanno sapere che nel caso in cui un soggetto chieda la voltura del contratto, magari da padre in figlio e così via, le rate di canone mancanti, quelle per intenderci successive a quella di luglio, vanno versate con il modello F24 a nome di chi ha versato le prime 70 euro. Per il nuovo titolare, quello a cui è stato volturato il contratto, il canone verrà caricato alla prima bolletta elettrica che riceverà.

Nessun problema riguarda invece il cambio di fornitore elettrico perché il sistema prevede che il canone verrà addebitato automaticamente sulla bolletta del nuovo gestore.

Nessun adempimento in questo caso è richiesto al titolare dell’utenza che quindi è libero di cambiare azienda fornitrice. Altri casi particolari a cui le Entrate hanno dato delucidazione riguardano le disdette e le dichiarazioni di non detenzione. Per le disdette inviate nel primo semestre, gli utenti dovrebbero pagare solo 6 mesi di canone, cioè 51,03 euro mentre è possibile che a luglio gli vengano caricate per intero le 70 euro classiche. In questo caso per un problema di forma (dal 1° gennaio non si potevano inviare le disdette, ma solo le dichiarazioni di non detenzione), il surplus sarà rimborsato. Identica situazione per chi ha inviato la dichiarazione di non detenzione poco prima del 30 giugno, data ultima di scadenza. Per problemi di recapito postale, le lettere vicine a quella data probabilmente non sono state recapitate in tempo utile per permettere di eliminare il canone in bolletta. L’Agenzia tranquillizza gli utenti confermando che presto sarà pronta la procedura con cui si potranno chiedere i rimborsi.