La cartella esattoriale rappresenta un incubo per milioni di italiani. Tributi, tasse, imposte e multe, tutte voci che di solito sono oggetto della cartella di #Equitalia e che, purtroppo, sono all'ordine del giorno per molti cittadini. Ecco perché l'ente per la riscossione spesso è visto come un "nemico" anche se, a dire il vero, il Concessionario è solo il "braccio armato" del Fisco, poiché ha l’incarico di riscuotere, ma non è responsabile dei tributi da pagare.

Sui guadagni di Equitalia, poi, si può discutere all’infinito circa la loro equità, oppure ci si pone delle domande sui metodi di riscossione coattiva utilizzati e consentiti dalla legge.

Negli ultimi tempi però, il Concessionario sembra diventato più “buono”, in seguito ad alcuni provvedimenti che sembrano voler perseguire l’interesse del cittadino.

Pagamenti "ad personam?"

Usare il condizionale è d’obbligo quando si tratta di interventi che Equitalia definisce come favorevoli ai cittadini. Infatti, statisticamente, il Concessionario ha quasi la metà dei crediti verso i contribuenti "in sofferenza", utilizzando una terminologia tipica del mondo finanziario. Si tratta di debiti per tributi non pagati da molti contribuenti, che l'ente considera potenzialmente non esigibili, cioè non incassabili nemmeno attraverso le armi a sua disposizione, ovvero pignoramenti, fermi e sequestri di beni.

Adesso è partita la fase “cartella amica”, cioè la cartella di pagamento che arriverà ai contribuenti con al suo interno delle proposte di pagamento dilazionato.

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Queste riguardano importi inferiori ai 50mila euro, con possibilità di pagamento in 72 rate, anche di sole 50 euro ciascuna. Il debitore, così, potrà scegliere la rateizzazione più adatta alle sue disponibilità economiche, per rientrare del debito verso il Fisco, e quindi comunicare ad Equitalia l'opzione di pagamento selezionata. Il cittadino, quindi, avrà un piano di estinzione del debito - per così dire - "personalizzato", e allo stesso tempo Equitalia potrà riscuotere più facilmente quei crediti che rischiava di non incassare.

PEC, APP e digitalizzazione di Equitalia

Sempre nell’ottica della semplificazione e del miglioramento del rapporto tra cittadino e fisco, Equitalia sta diventando sempre più tecnologica. La consegna delle cartelle per i soggetti titolari di Partita Iva avverrà tramite posta elettronica certificata (PEC). La stessa modalità è disponibile anche per coloro che non posseggono Partita Iva, ma in questo caso è necessario farne richiesta. Inoltre, l'ente di riscossione ha lanciato anche un'applicazione per tablet e smartphone.

Si chiama “Equiclick” e sarà, almeno secondo lo spot con cui viene pubblicizzata, un'assoluta rivoluzione. Con un "click" infatti, grazie alla app il contribuente avrà il quadro completo della sua situazione nei confronti di Equitalia.

Si potranno sospendere le riscossioni, individuare gli sportelli del Concessionario più vicini alla propria residenza e sembra, perfino pagare le cartelle. Si dovrebbe superare così la burocrazia che a volte rende difficile capire il meccanismo di funzionamento del Fisco. L’applicazione dovrebbe permettere i pagamenti, le richieste di rateizzazione e le sospensioni di riscossione, senza registrazioni, password e credenziali. Ci sono poi una serie di servizi in più, come quelli relativi al controllo della propria posizione debitoria, il classico estratto di ruolo che, a tutela della privacy, prevedono l'inserimento di pin, password e credenziali per accedervi.

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