Equientrate è pronta a fare il suo debutto, mandando finalmente in pensione #Equitalia entro il mese di dicembre. Il nome della nuova entità abbastanza simbolico, richiama in realtà la composizione interna del nuovo soggetto. Equientrate infatti non è altro che un dipartimento interno all’Agenzia fiscale che quindi prende l’incarico di riscuotere i crediti sia dell’amministrazione finanziaria, ma anche di altre P.A . (ad esempio Inail ed Inps ecc.). Sarà inoltre la prossima Legge di Stabilità 2017 a definire più nello specifico i suoi compiti. Dalle indiscrezioni però si apprende già da ora che tale nuovo ente dovrebbe avere gli stessi poteri e le precedenti funzioni che aveva la vecchia Equitalia, con la differenza che ora a muovere tutto il carrozzone del recupero crediti sarà anche l'Agenzia fiscale.

Quali differenze?

C'è chi ha pensato di dividere le funzioni e le competenze di Equitalia tra il MEF (Ministrero dell'economia e finanze ) e le Entrate riducendo i relativi costi del 30%. Tale proposta di legge, che ha come primo firmatario il deputato Franceso Boccia prevede per la verità anche la riduzione dell'aggio a carico del contribuente. Secondo Boccia, Equitalia ha sempre prodotto un buon risultato quanto alla capacità di riscuotere, ma con costi di gestione troppo elevati. Il governo comunque non stravolgerà di molto il rapporto tra fisco e cittadini, ma di fatto ciò comporterà una rafforzamento del Fisco. Per gli italiani infatti non cambierà infatti sostanzialmente nulla.

Stessi poteri per Equientrate e velocizzazione dei tempi

Equientrate infatti avrà a disposizione sempre un'ampia gamma di 'strumenti' da utilizzare contro i debitori morosi: dalle ganasce fiscali, ai pignoramenti, alle ipoteche, oltre al prelievo coatto.

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Un'ulteriore novità riguarderà il fatto che saranno ridotti di molto i tempi di esecuzione dei provvedimenti. Il passaggio di consegne da Equitalia ad Equientrate però richiederà un po' di tempo, anche perchè resta il problema di come sistemare gli 8 mila dipendenti che non saprebbero dove andare. Su tale questione si fa sempre più avanti la soluzione di bandire un concorso pubblico: in questo modo sarebbe pienamente legittima la loro migrazione all’interno di varie PA. Nelle more di tali cambiamenti, si potrebbe però verificare la prescrizione dei crediti di molte cartelle esattoriali. L’Ente per la riscossione e le cartelle esattoriali rappresentano infatti un incubo per molti italiani con la conseguenza che gli stessi potrebbero trarre un sospiro di sollievo solo se effettivamente accertano che è intervenuta la prescrizione del debito. Bisogna sapere quinci che il termine di prescrizione dipende dal tipo di pagamento richiesto nella cartella, non potendo mai oltrepassare i 10 anni.

Per i debiti di 10 anni fa, che cosa bisogna fare?

Quando si riceve una cartella esattoriale, Equitalia potrebbe però chiedere il pagamento di importi per differenti causali, ad esempio per l’Irpef, Iva e il bollo auto.

Il termine di prescrizione, in tali casi resta, autonomo per ogni tributo. Quindi mentre una parte della cartella si prescriverà prima delle altre, una seconda parte si prescriverà dopo. Per  i #debiti di 10 anni fa invece occorre verificare

  • la cartella di pagamento a quali debiti nello specifico si riferisce, poiché gli stessi potrebbero essere scaduti prima di 10 anni e quindi non si deve pagare nulla
  • se c’è stata la notifica di diffide di pagamento. Queste ultime infatti interrompono la prescrizione, che ricomincia poi a inizia a decorrere dal ricevimento della raccomandata A/R e quindi in tal caso di deve pagare.

Ma dato che ciò non succede mai, molti debitori potrebbero sfruttare a loro vantaggio l’incapacità di Equientrate di affrontare il futuro cambiamento, che potrebbe impedirgli di interrompere prontamente i termini di prescrizione. Per restare aggiornati si tali argomenti potete premere il tasto segui accanto al nome. #agenzia delle entrate