La proposta dell'emendamento alla legge sul bilancio non ha sortito alcun effetto. Dopo che i deputati del Pd si erano pronunciati sull'introduzione di una nuova tassa, l'Imi, sostitutiva delle precedenti imposte sugli immobili, Confedilizia si è pronunciata in modo categorico per bloccare tale proposta.

Le imposte sulle tasse, quali Imu e Tasi, relative ai tributi sugli immobili sono ancora le principali protagoniste del panorama tributario delle imposte immobiliari, e a detta di Confedilizia anche maggiormente garantiste per il contribuente.

Il Pd spiega la proposta di legge

Dopo che Confedilizia ha messo in evidenza i difetti di una nuova imposta immobiliare sulla prima casa, il Pd ha subito messo le mani avanti.

I deputati del Pd hanno confessato che la proposta proveniva direttamente dall'Anci (Associazione dei Comuni).

Per mettere un punto alle critiche relative ai tecnicismi dell'emendamento, il capogruppo del Pd Maino Marchi ha ribadito che "Non c'è e non ci sarà nessun aumento delle imposte dei Comuni sulla casa. La modifica proposta da Anci ai gruppi intende operare una semplificazione", però " se da ulteriori verifiche risulterà che, per eventuali imprecisioni tecniche nella stesura dell'emendamento, si determini la possibilità, anche limitata a pochi casi, di aumento delle aliquote, verrà ritirato".

L'Imi è stato ritirato per lacune nell'emendamento

Dopo le lacune che sono state riscontrate nell'emendamento da Confedilizia, la proposta di legge è stata immediatamente ritirata. Ecco le principali motivazioni.

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Innanzitutto l'aliquota massima sull'Imi prevede tetto massimo, che risulta essere superiore alla somma delle aliquote di Imu e Tasi. Inoltre la fusione delle due precedente imposte in un'unico tributo soggetto ai Comuni presenta alcuni limiti rilevanti. Per tutti gli immobili, escluse le prime case, e i fabbricati l'aliquota si orienterebbe tra l'8,6 e l'11,4 per mille. Invece per le ville e i castelli l'aliquota andrebbe dal 5 al 7 per mille.

Questi sono i principali motivi per cui la proposta di legge, nonostante il primo vaglio di ammissibilità, è stata poi ritirata. La commissione guidata da Francesco Boccia ha bocciato 1500 emendamenti sui quasi 5000 presentati.