Si attendeva per febbraio la decisione del Tar sulla questione fatture a 28 giorni, e la decisione è arrivata. Si potrebbe però chiamare una vittoria di Pirro quella che si sono portati a casa i consumatori [VIDEO] e le associazioni che li rappresentano. Ecco perché.

La decisione del Tar: fatturare a 4 settimane è vietato

Questa è la buona notizia che si attendeva. Il ricorso che i gestori telefonici avevano presentato al Tribunale Amministrativo Regionale è stato bocciato. In realtà si tratta di un accoglimento parziale delle richieste di Wind, Tre e Vodafone. Il Tar ha emesso cioè due ordinanze con le quali dà parzialmente ragione agli operatori di telefonia fissa e mobile.

Lo scorso dicembre 2017 l'Autorità garante per le telecomunicazioni, Agcom, aveva sanzionato le compagnie per non essersi adeguate alle sue indicazioni di non fatturare più ogni 4 settimane. Su questo il Tar ha accolto il loro ricorso. Bocciata invece la pratica delle Bollette di 4 settimane. Per quanto riguarda invece il ricorso presentato da Telecom e Fastweb, il Tar si esprimerà entro la fine di febbraio 2018.

I rimborsi spariscono, se ne riparla a ottobre 2018

La questione dei rimborsi che fine ha fatto? Per ora non se ne parla più, dato che il Tar ha rinviato la decisione ad ottobre 2018. Di rimborsi si era tanto parlato quando, a dicembre 2017, il Governo aveva dovuto emettere addirittura una legge, la 172/2017, che stabiliva appunto le modalità di ripristino della vecchia fatturazione.

La legge ripristinava lo 'standard minimo' dei contratti, che devono essere mensili o al massimo di periodi multipli di un mese. Gli operatori avevano 120 giorni di tempo per adeguarsi, cioè avevano tempo fino al 4 aprile 2018. Chi non l'avesse fatto, avrebbe dovuto pagare ai propri utenti un indennizzo [VIDEO] forfettario di 50 euro, più 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza. I gestori hanno fatto ricorso ed il Tar ha deciso di prendersi ancora parecchi mesi prima di deliberare sui rimborsi.

Intanto però le compagnie aumentano i costi

Ed ecco la brutta notizia. Se i gestori sono tutelati ancora fino ad ottobre, gli utenti vedranno gli aumenti dei loro abbonamenti da subito. In realtà l'Agcom aveva già intimato ai gestori di telefonia fissa e mobile e di paytv lo storno delle fatture non dovute da giugno 2017 ad oggi, ma i gestori si sono ben guardati dal farlo. Anzi, hanno già annunciato l'aumento dei canoni. Anche per questo l'Agcom ha proceduto, perché i gestori non avrebbero informato bene i propri utenti che il ritorno alle fatture mensili avrebbe comportato l'aumento dei costi.

Insomma, sembra proprio che siano solo gli utenti a rimetterci. [VIDEO]

Sequestri cautelari chiesti alle Procure dal Codacons

Anche il Codacons, l'associazione in difesa dei consumatori, sta agendo. Ha presentato infatti un'istanza a ben 104 Procure della Repubblica in tutta Italia. Con questa istanza si chiede di disporre dei sequestri cautelari nelle sedi delle compagnie telefoniche. Questo perché nonostante ci sia la bocciatura definitiva del Tar alle fatture a 28 giorni, nonostante ci sia una legge che lo vieta e nonostante le tante delibere dell'Agcom, gli operatori telefonici continuano a fare orecchie da mercante.

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