La buona notizia per milioni di contribuenti - debitori si trova nel Decreto Semplificazioni. Il testo definitivo del Decreto è stato reso pubblico da poche ore e dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 12 febbraio 2019. E tra i circa 23 emendamenti sopravvissuti dopo i rilievi del Quirinale, che hanno indotto la maggioranza di Governo M5S - Lega a ritirarne ben 67 in quanto inammissibili,ve ne sarebbe uno che, se confermato, prevederebbe la riapertura dei termini per aderire alla rottamazione -ter.

E questo non solo per quei contribuenti - debitori che, per i più disparati motivi, non sono riusciti a farlo prima, ma la possibilità sarebbe estesa anche a coloro che, in precedenza, per poter aderire avrebbero dovuto saldare le rate scadute delle precedenti edizioni della definizione agevolata delle cartelle esattoriali entro il 7 dicembre 2018 e non ci sono riusciti. Questo, ovviamente, in deroga a quanto previsto dall'articolo 3 del Decreto legge 119 del 2018. Nel frattempo le domande di adesione regolarmente pervenute fino a questo momento hanno superato la cifra di 200.000.

Cosa prevede il nuovo emendamento

L'emendamento contenuto nel Decreto Semplificazioni prevede, in estrema sintesi, di prorogare il termine ultimo per il saldo delle rate scadute delle precedenti edizioni della definizione agevolata dal 7 dicembre 2018, ormai trascorso, al prossimo 30 aprile 2019.

Se questa ulteriore modifica dovesse venire approvata, tutti coloro che, alla data del 7 dicembre, non erano riusciti ad accedere ai benefici della rottamazione ter potrebbero ottenere questi vantaggi mettendosi in regola con i pagamenti scaduti entro il nuovo termine di scadenza.

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D'altra parte, occorre precisare che questa ulteriore concessione, volta ad ampliare al massimo la platea dei potenziali aderenti - beneficiari della rottamazione ter, non va a modificare la struttura delle scadenze della proposta di versamento o piano di rientro accordati agli altri contribuenti . debitori che hanno rispettato tutte le regole.

In pratica, mentre chi ha saldato le proprie eventuali pendenze scadute entro lo scorso 7 dicembre 2018 avrà, complessivamente, 5 anni per chiudere definitivamente la partita con il Fisco, coloro che decidessero di aderire tardivamente saldando lo scaduto entro il 30 aprile 2019 avranno a disposizione solo 3 anni per chiudere la partita.

Questo proprio perché la struttura delle scadenze indicata dal Decreto legge 119/2018, cosiddetto Decreto Fiscale, non subisce alcuna modifica. Di conseguenza, il tempo a disposizione dei ritardatari si riduce.

Istanze di adesione oltre quota 205.000

Intanto la terza edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, secondo i dati disponibili, si sta rivelando un successo. Infatti, le domande finora pervenute all'Agenzia delle Entrate - Riscossione hanno superato la quota di 205.000.

Per il Sottosegretario all'Economia e "padre" del Decreto Fiscale Massimo Bitonci questo risultato dimostra la bontà dell'idea di lasciare ferma l'imposta dovuta dai contribuenti ma, nello stesso tempo, ampliare i tempi di pagamento. Di conseguenza, per il Sottosegretario all'Economia questi dati confermano che il Governo ha imboccato la strada giusta per raggiungere la pacificazione fiscale.

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