Il ministro Tria ha dichiarato che l'aumento dell'Iva non è affatto scongiurato, anzi, potrebbere scattare facilmente se non verranno prese misure economiche ad hoc al più presto. Non solo Iva però, tra i probabili aumenti c'è anche l'aumento delle accise per i carburanti.

Ministro Tria: possibilità di aumenti Iva e delle accise sulla benzina

La Corte dei Conti ha tracciato lo stesso scenario, per il prossimo triennio (2020/2022) oltre che sulla clausola Iva mancano anche indicazioni su quali dovranno essere le voci da sottoporre a revisione, per aumentare le entrate e dunque tagliare le spese.

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Questo è quanto affermato da Angelo Buscema, presidente della Corte dei Conti, nel corso dell'audizione del Documento di economia e finanza davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. Il ministro Tria, dunque, non ha fatto altro che confermare le preoccupazioni.

"Il deficit con le leggi vigenti è rivisto il rialzo sul periodo di previsione, portandosi al 2% del Pil nel 2020 per poi scendere all'1.8% nel 2021...il disavanzo nel 2022 è stimato all'1,9%...lo scenario tendenziale incorpora l'aumento delle accise e l'aumento dell'Iva che partirebbero da gennaio 2020 e nel 2021" ha dichiarato Tria durante un'audizione a camere riunite di Senato e Camera sul Def 2019.

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Nonostante le previsioni economiche non proprio serene il ministro ha comunque rivendicato le due grandi misure del governo, Quota 100 e il Reddito di cittadinanza. Tria ha sottolineato che queste due riforme contribuiscono a sostenere le famiglie, i consumi e in particolare il Pil già a partire da quest'anno. Il mnistro dell'Economia e Finanze ha inoltre annunciato che, come previsto, il prossimo anno seguiranno le riforme fiscali che riguardano le imposte sui redditi (la famosa Flat Tax) e più in generale la semplificazione del sistema fiscale tutto per alleviare il carico burocratico e fiscale sul ceto medio.

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Aumento salario minimo a partire dal prossimo anno

Tra le varie riforme a cui Tria ha fatto riferimento ce n'è una che finora è stata, in realtà, poco dibattutta ma non per questo meno importante: l'aumento del salario minimo orario. Questa nuova misura farà parte di un impegno ancora più importante da parte del governo sulla riduzione del cuneo fiscale del lavoro. Di fatto, però, il governo non ha ancora sciolto il nodo sull'Iva e sulle accise dei carburanti.

Se veramente dovessero scattare questi due aumenti significherebbe una mazzata per il governo così forte che potrebbe compromettere seriamente non solo la stabilità del governo (già in bilico) ma la crescita del nostro Paese che, finora, non è mai realmente ripartita.

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