L'ultima manovra finanziaria, quella che ha prodotto quota 100 e reddito di cittadinanza è stata fatta in deficit, cioè a debito. Adesso che si avvicina già la prossima manovra, all'esecutivo servono soldi per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia tra le quali l'aumento dell'Iva. Come sottolinea il quotidiano laziale "Il Tempo", servirebbero 23 miliardi di euro per detonare l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto che graverebbe su tutte le famiglie minando la già precaria economia nostrana.

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Ed è così che nella testa dei tecnici del governo da un po' di tempo balena l'idea di preparare un autentico condono per chi ha debiti con l'erario. Un condono per imprese e aziende che, pagando qualcosa, bloccherebbero le pendenze con lo Stato ed eventuali contenziosi.

Nel 2002 si recuperarono 26 miliardi

Un condono tombale non sarebbe una novità autentica per l'Italia. Nel 2002 infatti, fu il governo Berlusconi con il suo Ministro dell'economia Giulio Tremonti a vararlo.

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All'epoca si recuperarono 26 miliardi di euro, anche se molti che aderirono pagarono solo la prima tranche e poi nulla più, producendo un ammanco di 5 miliardi rispetto alle previsioni, sempre in base a cosa si evince dalle pagine del quotidiano. Probabilmente è proprio la cifra recuperata dal governo di centrodestra di allora, più o meno simile a quanto serve al governo attuale oggi, a spingere i tecnici a considerare il condono ben più di una semplice idea.

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Una pietra sopra definitiva ai debiti

In gergo tecnico si chiama condono tombale perché una volta varato ed una volta che i contribuenti, in questo caso le imprese, pagheranno, nulla più il fisco potrà chiedere loro per i periodi di imposta condonati. Una pace fiscale estesa anche a aziende e imprese che non erano inserite nei provvedimenti di sanatoria coniati dal governo lo scorso dicembre e conosciuti come rottamazione cartelle e saldo e stralcio. Mi dai un tot ed io non ti faccio più la guerra, questo in sintesi ciò che il governo avrebbe intenzione di offrire con il condono tombale.

Fattura e scontrini elettronici aiutano

Appare complicato ipotizzare che Bruxelles dica di si alla manovra che il governo varerà entro fine 2019 se non ci saranno previsioni di incasso certe come lo sarebbe un aumento dell'Iva. Ecco perché ci potrebbe essere la soluzione condono tombale, da inserire in manovra o addirittura prima con un decreto ad hoc magari successivo al prossimo 31 luglio quando scadranno le nuove istanze di saldo e stralcio e della rottamazione delle cartelle.

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Una nuova occasione per le aziende di risolvere una volta per tutte le problematiche relative alle vecchie dichiarazioni, quelle con omissioni ed errori formali o che hanno già in corso controversie e contenziosi. Le possibilità di riuscita di un accordo del genere con la UE appaiono buone anche perché alcune novità già in vigore dal punto di vista fiscale sembra stiano dando buoni frutti. La fattura elettronica per esempio, sta riducendo sensibilmente l'evasione proprio dell'Iva.

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E sta già per partire l'obbligo di comunicare al fisco gli incassi giorno per giorno per commercianti e piccole imprese. Dal 2020 infatti spariranno scontrini e fatture cartacee diventando anche loro elettronici, sempre nell'ottica di contrasto all'evasione, anche quella considerata piccola.

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