L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri 25 giugno 2019 il Provvedimento n° 216422/2019 rubricato "Comunicazione per la promozione dell'adempimento spontaneo nei confronti dei soggetti per i quali risulta la mancata presentazione della dichiarazione Iva ovvero la presentazione della stessa con il solo quadro VA compilato". Con questo provvedimento si dà il via all'invio al domicilio fiscale di molti contribuenti italiani delle lettere di compliance da parte dell'amministrazione finanziaria.

Le motivazioni dell'invio delle lettere

Come viene indicato dal Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, l'amministrazione finanziaria utilizza i dati derivanti dalla trasmissione delle fatture emesse da imprese, professionisti e lavoratori autonomi per verificare l'eventuale mancato invio della Dichiarazione Iva per l'anno d'imposta 2018. Con l'utilizzo dello stesso set di informazioni viene stabilito se il contribuente ha inviato una dichiarazione Iva incompleta.

La lettera dell'Agenzia delle Entrate vuole ottenere un duplice risultato. Incentivare l'adempimento spontaneo da parte del singolo contribuente e, per questa via, ridurre il contenzioso tributario sempre molto corposo nel nostro ordinamento. Non per niente dal prossimo 1 luglio dovrebbe prendere il via definitivamente il Processo Tributario Telematico con l'invio della documentazione online.

Il contenuto delle lettere dell'AdE

Le lettere che l'amministrazione finanziaria si appresta ad inviare contengono, oltre ai necessari dati anagrafici del contribuente interessato, il numero identificativo e la data della comunicazione, il codice atto a cui si fa riferimento e il relativo anno d'imposta.

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Nel caso il contribuente non abbia presentato la Dichiarazione Iva viene fornita anche la data di elaborazione della comunicazione. Mentre se la dichiarazione presentata dal contribuente è incompleta vengono indicati la data e il protocollo telematico della Dichiarazione Iva.

In base a quanto stabilisce l'articolo 1, comma 637, della Legge 190/2014, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti interessati le informazioni necessarie per poter effettuare le opportune variazioni a correzione e, di conseguenza, i necessari versamenti integrativi.

Per poter effettuare queste correzioni vengono concessi ai contribuenti 90 giorni di tempo. Ma occorre precisare che questi 90 giorni, anche se consentono di sanare la partita con il Fisco pagando delle sanzioni ridotte, per chi non ha presentato la dichiarazione Iva o l'ha fatto in maniera incompleta, decorrono dallo scorso 30 aprile 2019. Di fatto, quindi, per poter beneficiare delle sanzioni ridotte c'è tempo fino al prossimo 30 luglio 2019.

Infine, i contribuenti hanno sempre la possibilità di richiedere informazioni e delucidazioni all'Agenzia delle Entrate avvalendosi anche della collaborazione dei professionisti abilitati che li seguono.

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