Più tempo per la liquidazione delle imposte è ciò che prevede un dpcm, un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che il Ministero dell'economia e delle finanze ha già vidimato. Il Ministro Tria infatti ha fatto recapitare il dpcm sulla scrivania del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che adesso deve a sua volta firmarlo per l'ufficialità definitiva. Il decreto sposta la scadenza 2019 al prossimo 22 luglio, 21 giorni in più rispetto a quanto inizialmente previsto, cioè il 1° luglio.

A chi si rivolge la proroga

Con questa proroga si sposta al 21 agosto anche il termine per la liquidazione tardiva delle imposte con maggiorazione agevolata allo 0,40%. Ricapitolando, 22 luglio per i versamenti normali e 21 agosto per quelli maggiorati dello 0,40%. La novità riguarda le dichiarazioni dei soggetti che rientrano negli Isa, gli indici sintetici di affidabilità fiscale che altro non sono che i nuovi studi di settore. Si tratta della grande novità fiscale che sta causando diverse problematiche ai contribuenti ed ai professionisti del settore.

Problemi ancora irrisolti

La proroga si è resa necessaria proprio per i problemi che gli Isa stanno producendo ai soggetti a cui si rivolgono. Commercialisti, Caf e consulenti, cioè i professionisti del settore da tempo hanno sollevato queste criticità e queste problematiche relative ai nuovi studi di settore, sono quelli che hanno chiesto correttivi in materia. Gli strumenti telematici che servirebbero ai professionisti per confrontare, paragonare e verificare i dati dei soggetti obbligati agli Isa con quelli di compliance fiscale non sono ancora a regime.

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In effetti, come spiega chiaramente anche il noto quotidiano "Italia Oggi" con un articolo odierno, solo ieri sera è stato messo a disposizione il tanto atteso software "il tuo Isa". Si tratta però della versione provvisoria, quella ribattezzata Beta che non serve ai fini dichiarativi. Nei prossimi giorni dovrebbe essere rilasciata la versione definitiva di questo applicativo telematico necessario per permettere l'espletamento di questi adempimenti.

Solo lo slittamento della scadenza

Queste sono le problematiche che hanno spinto gli Ordini di commercialisti e consulenti a chiedere la proroga che adesso sembra sia stata concessa, anche se al 22 luglio e non al 30 settembre come avrebbero gradito i professionisti. A dire il vero le istanze sono andate anche oltre la semplice richiesta di proroga.

Infatti viste le difficoltà di tutta questa storia, l'Ordine dei Dottori commercialisti ha chiesto una autentica deroga agli Isa.

In pratica è stato chiesto a Tria di predisporre un atto che renda gli Isa opzionali per i contribuenti. In base ai gravi ritardi di tutta l'operazione, la trasformazione dell'obbligo in facoltà secondo i professionisti sarebbe necessaria vista la portata di questa novità che riguarda la stragrande maggioranza di imprese e commercianti. Ipotizzare questo netto intervento di Tria però appare esercizio azzardato, perché anche il decreto crescita, che sarebbe l'unico atto in cui inserire un emendamento di questo tipo, ormai sta per completare il suo iter.

Lo slittamento dal 1° al 22 luglio probabilmente sarà l'unica cosa che verrà concessa ai contribuenti in materia versamenti da dichiarazione dei redditi.

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