La Regione Campania ha deciso di eliminare il cosiddetto "superticket", mirando così a rendere più competitiva la sanità pubblica regionale. L'attuazione della misura non avverrà nell'immediato, poiché bisognerà attendere i tempi tecnici previsti in questi casi, ma ad ogni modo si tratta di una buona notizia che può far tirare un sospiro di sollievo ai cittadini campani.

Questo cambiamento è avvenuto in seguito all'approvazione di un decreto ministeriale che mira a ridurre il peso della quota fissa sulle categorie cosiddette "vulnerabili".

Addio al superticket: verrà cancellata la quota fissa di 10 euro

L'abolizione del superticket comporterà l'eliminazione della quota fissa di 10 euro dalle ricette per le prestazioni specialistiche ambulatoriali.

La Regione Campania, inoltre, farà in modo che la cancellazione sia completa per i cittadini meno abbienti, ovvero per le seguenti categorie: famiglie con redditi non superiori ai 24.000 euro, composte da non più di cinque unità; nuclei familiari con reddito totale di non oltre i 13.000 euro; famiglie formate da tre persone con reddito che non sfori i 18.000 euro; residenti con nucleo familiare costituito da quattro-cinque persone con guadagni complessivi non superiori ai 22.000 euro.

Inoltre per coloro che non superano i 6 anni o ne hanno meno di 65, arriverà una sostanziosa riduzione dell'80%, ovvero da 10 a 2 euro.

Il provvedimento entrerà in vigore soltanto il primo giorno del mese successivo alla notifica di avvenuta certificazione da parte del Comitato paritetico permanente, un organismo preposto al controllo dei livelli fondamentali di assistenza. Il governo, invece, sarà chiamato a compensare i minori introiti degli enti regionali in seguito alla cancellazione del balzello.

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Tasse

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha incaricato il dipartimento per la tutela della salute e il sistema sanitario regionale di monitorare l'impatto economico che la misura potrebbe avere sulla sanità pubblica locale.

Superticket: introdotto per la spending-review

La quota fissa di 10 euro è stata introdotta dalla Regione Campania a partire dal 2011, in seguito all'approvazione della manovra finanziaria che, di fatto, ne ha attivato l'introduzione sancita dal Governo Prodi nel 2007 in ottica spending-review.

L'esenzione alla somma aggiuntiva riguarda alcune categorie come i disoccupati, i malati cronici o affetti da patologie rare, i soggetti che percepiscono pensione di invalidità o pensione sociale, gli invalidi civili, di guerra, o invalidi per motivi di lavoro e servizio. Ad oggi, anche in altre regioni è presente il superticket che va ad aggiungersi al costo previsto per la visita specialistica. La sua applicazione, infatti, fin da subito è stata considerata facoltativa per le giunte regionali.

A questo punto, dopo il recente decreto ministeriale e la presa di posizione della Campania, c'è da capire se e quali saranno le altre regioni disposte ad abolire o a ridurre sensibilmente la quota fissa.

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