Il Decreto Crescita è destinato ad incidere profondamente nella sfera economica della popolazione italiana. Sono molte, infatti, le novità introdotte nel nostro ordinamento fiscale da questo provvedimento. E alcune vanno sicuramente a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione. Tra queste va annoverata, sicuramente, la modifica dei criteri di calcolo per il rilascio dell'ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, necessario per poter accedere a molte prestazioni assistenziali. Il Decreto Crescita non solo ha modificato i criteri di calcolo ma, per questa via, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari.

Le principali novità introdotte

Le modifiche principali che riguardano l'ISEE sono contenute all'articolo 28 bis della legge di conversione del Decreto Crescita. La prima riguarda l'estensione di validità dell'Isee corrente. La normativa precedente stabiliva che si poteva richiedere l'Isee corrente se si verificano contemporaneamente due eventi. Da una parte il reddito complessivo del nucleo familiare si veniva a ridurre per una percentuale superiore al 25% e, dall'altra nei 18 mesi precedenti la richiesta doveva essere mutata in negativo la situazione lavorativa di almeno uno dei componenti del nucleo familiare.

Ora il Decreto Crescita ha reso i due criteri suddetti reciprocamente alternativi.

Inoltre viene estesa la platea dei potenziali beneficiari. Infatti, l'Isee corrente può essere richiesto, in base a quanto recita la legge di conversione del Decreto Crescita, da coloro che perdono trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari percepiti a qualunque titolo dalla Pubblica Amministrazione, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo.

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Inoltre la validità dell'indicatore provvisorio passa dai 2 mesi ai 6 mesi. Mentre il reddito complessivo del nucleo familiare si deve essere ridotto di almeno il 25% alternativamente. Ampliando così la platea dei beneficiari.

Nuovi criteri di calcolo per l'Isee ordinario

Per quanto riguarda l'Isee ordinario il Decreto Crescita è andato a modificare l'articolo 10, comma 4, del Decreto legislativo 147/2017.

Questa norma prevedeva che per il calcolo dell'Indicatore di Situazione Economica Equivalente si tenesse conto dei patrimoni e dei redditi del secondo anno precedente la richiesta. Ora la modifica apportata dalla legge di conversione del Decreto Crescita consente di poter fare riferimento per il calcolo dell'ISEE anche ai patrimoni e redditi del primo anno precedente la richiesta, se questo va a vantaggio del contribuente.

Queste novità normative consentiranno di accedere al Reddito di Cittadinanza anche a quei cittadini che erano rimasti esclusi dal trattamento perché, ad esempio, avevano perso il lavoro nel corso del 2018. Inoltre anche chi è titolare di un sussidio potrà accedere al Reddito di Cittadinanza.

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