Dal 5 settembre l'Agenzia delle Entrate ha ricominciato ad inviare ai contribuenti le cartelle esattoriali relative ai tributi non pagati ed iscritti a ruolo. D'altra parte capita frequentemente che non si sia a conoscenza di un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate Riscossione fino a quando non si intende vendere un bene immobile o il proprio automezzo. Questi beni immobili e mobili registrati potrebbero essere gravati, ad esempio, da un'ipoteca iscritta dall'agente della riscossione.

E noi potremmo anche esserne ignari a meno che non ci rechiamo materialmente in un ufficio dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione e richiediamo il cosiddetto estratto di ruolo. In pratica, si tratta dell'elenco dei nostri debiti nei confronti del Fisco. Recentemente, la Commissione Tributaria Provinciale di Cremona ha stabilito che contro le risultanze contenute in tale documento il ricorso non è ammissibile a meno che non siano iniziati già gli atti esecutivi.

Il ricorso presentato davanti alla CTP

La Commissione Tributaria Provinciale di Cremona si è trovata a giudicare il ricorso presentato da un commerciante di origine cinese residente a Gropello Cairoli in provincia di Pavia che impugnava cinque estratti di ruolo relativi a imposte diverse tra cui Iva, Irap e Tarsu. Il contribuente ricorrente ha sostenuto di non aver mai ricevuto le cartelle esattoriali indicate nell'estratto di ruolo.

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inoltre ha sostenuto che sia intervenuta a questo riguardo la prescrizione dei debiti tributari. Di conseguenza chiede alla Commissione Tributaria Provinciale di Cremona dichiari l'avvenuta prescrizione. D'altra parte l'Agenzia delle Entrate - Riscossione ha sostenuto che le cartelle esattoriali furono regolarmente notificate al contribuente - debitore, perciò chiede il rigetto del ricorso stesso.

I motivi della decisione della CTP

La Commissione Tributaria Provinciale di Cremona ha ritenuto il ricorso del contribuente inammissibile. La CTP ha motivato tale inammissibilità sostenendo che il contribuente ha preventivamente provveduto ad impugnare gli estratti di ruolo contestati senza aver subito dall'agente delle riscossione alcun procedimento esecutivo. Di conseguenza, secondo il ragionamento della Commissione Tributaria, il contribuente ha iniziato il processo davanti alla Commissione stessa in via di azione non di eccezione.

E ciò allo scopo di far rilevare l'intervenuta prescrizione delle pretese erariali.

Ma, come rivelato dalla Commissione, il contribuente aveva a disposizione altri strumenti per far rilevare la prescrizione dei crediti. Infatti avrebbe potuto, ad esempio, domandare direttamente all'Agenzia delle Entrate l'eliminazione dei crediti attraverso il cosiddetto sgravio. Inoltre, a conferma del fatto che il modo di procedere corretto sia, quello di sollevare l'eccezione della prescrizione e non quello di agire preventivamente per farla valere, la Commissione Tributaria Provinciale di Cremona richiama diverse sentenze della Corte di Cassazione conformi a questo orientamento.

La base giuridica di tale orientamento, comunque, è rilevabile nel disposto degli articoli 2938 e 2939 del Codice Civile.

La prima norma dispone che il giudice non può rilevare d'ufficio la prescrizione, quindi tale diritto deve essere eccepito dal soggetto che via abbia interesse. Mentre la seconda norma evidenzia che la prescrizione di un credito può essere eccepita anche da soggetti terzi che vi abbiano interesse. Cioè tutti coloro che potrebbero subire un concreto e serio pregiudizio a causa dell'inerzia della parte. Ma sempre in via di eccezione.

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