L'Italia è un paese a bassa natalità. E questo insieme al fatto che la durata della vita media di uomini e donne si sia allungata fa prevedere che nel prossimo futuro che le esigenze mediche e di assistenza domiciliare aumenteranno. Di conseguenza, sarà necessario garantire a questa aumentata popolazione anziana una maggiore autonomia ed autosufficienza. Recentemente, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la Risposta n° 422 ad una istanza di interpello nella quale ha chiarito che gli acquisti di mobili ed elettrodomestici volti a garantire l'autosufficienza di pazienti affetti da qualche forma di disabilità, come ad esempio i soggetti paraplegici, possono usufruire dell'Iva agevolata al 4% e della detrazione Irpef.

Il quesito posto all'Agenzia delle Entrate

L'amministrazione finanziaria ha ricevuto l'istanza di un contribuente che a seguito di un delicato intervento chirurgico ha avuto la necessità di apportare delle modifiche al proprio ambiente domestico per garantirsi una certa autonomia deambulatoria e autosufficienza. A tale scopo necessitava di acquistare determinate tipologie di mobili ed elettrodomestici. Oltre a vari altri ausili elettrici ed informatici. A sostegno della indispensabilità di tali dispositivi l'istante allegava all'interpello inviato anche varie prescrizioni autorizzative rilasciate dai medici della ASL. Tali documenti avrebbero dimostrato il necessario collegamento funzionale tra la patologia da cui il contribuente è affetto e la strumentazione di supporto che aveva la necessità di acquistare.

D'altra parte, il contribuente ha fatto notare che dal lato dei rivenditori commerciali di tali beni sono state sollevate tre diverse tipologie di obiezioni all'applicazione delle agevolazioni e delle detrazioni. In primo luogo ci sarebbe chi ha sostenuto che le prescrizioni autorizzative presentate non erano utilizzabili in quanto superiori ai 6 mesi.

Altri hanno, invece, sostenuto che tali prescrizioni non erano state redatte da medici della ASL ma da professionisti privati. Infine, altri ancora hanno ritenuto tali prescrizioni mediche troppo generiche. Infatti, sarebbe stato necessario, dal loro punto di vista, che il medico fosse più specifico circa il prodotto prescritto al paziente.

Di conseguenza, in via incidentale, il contribuente chiede all'amministrazione finanziaria se tali prescrizioni mediche siano idonee per usufruire dell'Iva agevolata e della detrazione irpef di cui all'articolo 15 del Tuir.

La risposta dell'amministrazione finanziaria

Nella sua risposta, l'Agenzia delle Entrate fa preliminarmente riferimento alla normativa in vigore. Nello specifico, l'articolo 1, comma 3-bis, del Decreto Legge n° 202/1989 prevede che tutti gli ausili e i dispositivi relativi a delle menomazioni funzionali godono dell'Iva agevolata al 4%. La stessa aliquota Iva, inoltre, si applica a tutte quelle strumentazioni utili a migliorare l'autosufficienza e l'integrazione dei malati portatori di handicap in base al disposto dell'articolo 2, comma 9, della Legge 669/1996.

Inoltre, l'Agenzia delle Entrate fa notare come il Decreto ministeriale 14 marzo 1998 abbia allargato la categoria di questi dispositivi ad acquisto agevolato a tutte quelle strumentazioni di comune reperibilità che hanno lo scopo di assistere la riabilitazione del soggetto portatore di handicap e di migliorare la sua comunicazione interpersonale, ma anche l'elaborazione grafica e scritta e addirittura il suo accesso all'informazione e alla cultura.

Il suddetto decreto del Ministero delle finanze, inoltre, all'articolo 2, comma 2, specifica quale documentazione deve produrre il richiedente per poter usufruire delle agevolazioni fiscali. In primo luogo, il certificato di invalidità permanente rilasciato dalla ASL.

In secondo luogo, la specifica prescrizione autorizzatoria rilasciata dal medico competente della ASL di appartenenza. Da tale documentazione deve risultare evidente il collegamento funzionale tra la menomazione del soggetto e il dispositivo di supporto. Il collegamento funzionale deve essere tale da migliorare la qualità di vita del paziente grazie al suo utilizzo. Tali requisiti, oltre alla certificazione autorizzativa rilascita dalla apposita Commissione medica Inps, valgono anche per la detrazione Irpef del 19% sull'acquisto di beni per esigenze di deambulazione e migliore qualità di vita dei soggetti portatori di handicap.

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