Dal 730/2026 scatta il limite anagrafico per le detrazioni dei figli. Ecco come gestire correttamente le spese e le detrazioni per i familiari a carico senza commettere errori.
La distinzione tra detrazione "fissa" e detrazione "spese"
La riforma fiscale dell’anno scorso ha introdotto una netta separazione nel trattamento dei figli adulti. Molti contribuenti temono che, superati i 30 anni, non sia più possibile "scaricare" nulla in dichiarazione dei redditi. In realtà, la normativa distingue tra due benefici diversi:
• La detrazione per carichi di famiglia: è l'importo fisso che abbatte l'IRPEF per il solo fatto di avere un figlio a carico.
Questa cessa definitivamente al compimento del 30° anno di età.
• La detrazione del 19% sulle spese: Se il figlio (anche ultra trentenne) non supera la soglia di reddito annuo prevista, rimane "fiscalmente a carico". Ciò significa che il genitore può continuare a detrarre nel proprio 730 le spese sanitarie, i premi assicurativi o le rette universitarie pagate per lui.
Figli Over 30: il limite del reddito resta il pilastro
Nonostante la perdita della detrazione base al 30° anno, il requisito del reddito rimane il fattore decisivo per il mantenimento dei rimborsi sulle spese sostenute. Ecco i limiti da monitorare per il 2026:
1. Sotto i 24 anni: Il limite di reddito per essere a carico è di 4.000 euro.
2. Dai 25 anni in su (inclusi gli over 30): Il limite scende a 2.840,51 euro.
Se un figlio di 32 anni convive con i genitori e non percepisce redditi (o ne percepisce sotto la soglia), il genitore può ancora recuperare il 19% di tutte le spese documentate e tracciabili effettuate a suo nome, come le visite specialistiche o le spese per la frequenza di master e università.
La restrizione per gli "altri familiari"
Oltre alla questione anagrafica dei figli, il 2026 vede una restrizione della platea dei familiari che possono essere considerati a carico. La nuova normativa limita questa possibilità esclusivamente agli ascendenti (genitori o nonni).
Viene meno la possibilità di considerare a carico figure come generi, nuore o fratelli, che in precedenza potevano rientrare nel prospetto familiare a fronte di determinati requisiti di convivenza.
Resta fermo, anche per gli ascendenti, l'obbligo di non superare la soglia di reddito di 2.840,51 euro per l'anno d'imposta.
Come compilare correttamente il prospetto familiari
In fase di compilazione del modello 730/2026, è necessario prestare massima attenzione ai codici da inserire nel quadro dei familiari a carico.
Per un figlio di età superiore ai 30 anni, il software o il modello cartaceo richiederanno l'indicazione dei mesi a carico e del codice fiscale, ma il calcolo automatico della detrazione base sarà azzerato. Sarà compito del contribuente riportare le spese sostenute nei quadri specifici:
• Quadro E1: per le spese sanitarie.
• Quadri E8-E10: per le altre spese (istruzione, sport, assicurazioni).
È fondamentale verificare che ogni pagamento sia avvenuto con modalità tracciabili (carte o bonifici), pena la perdita del diritto al rimborso.
Verificare sempre la Certificazione Unica
Prima di procedere, è essenziale verificare che il familiare non abbia percepito redditi che, pur non essendo soggetti a IRPEF ordinaria (come i regimi agevolati o le locazioni brevi), concorrono alla formazione del limite per essere considerati a carico. Un errore di valutazione in questo senso porterebbe al recupero integrale di tutte le detrazioni per le spese godute indebitamente, con l'aggiunta di sanzioni e interessi.