L'analisi del sindacato Uil ha evidenziato notevoli disparità nelle addizionali Irpef comunali e regionali che i cittadini italiani versano. L'indagine ha rivelato come a Napoli l'importo medio ammonti a 607 euro, significativamente superiore ai 263 euro registrati a Milano. Questi dati si riferiscono a un lavoratore dipendente con stipendio medio annuo di 35 mila euro, evidenziando l'impatto sul reddito.
L'analisi Uil, pubblicata il 22 maggio 2026, descrive la situazione come una vera e propria "lotteria" delle addizionali, sottolineando come la pressione fiscale locale possa variare drasticamente.
Domenico Proietti, segretario confederale Uil, ha ribadito: "Serve una riforma complessiva della fiscalità locale che superi le attuali disuguaglianze". Oltre al divario tra Napoli e Milano, lo studio ha evidenziato altre differenze: a Roma l'importo medio delle addizionali Irpef è di 589 euro, mentre a Torino si attesta a 445 euro, confermando una profonda eterogeneità fiscale.
Disparità territoriali nelle addizionali Irpef
I calcoli della Uil indicano che la media nazionale delle addizionali Irpef comunali e regionali si attesta a 444 euro. L'importo più consistente è stato rilevato a Napoli (607 euro), seguita da Roma (589 euro). Sul versante opposto, le città con gli oneri più contenuti sono Milano (263 euro) e Venezia (302 euro).
Tali differenze sono direttamente riconducibili alle diverse aliquote stabilite dalle amministrazioni locali e regionali, con influenza diretta sul reddito dei lavoratori.
Quadro normativo delle addizionali Irpef
Le addizionali Irpef comunali e regionali sono tributi aggiuntivi all'Irpef, definite autonomamente dalle amministrazioni territoriali entro limiti normativi nazionali. Ogni Comune e Regione stabilisce la propria aliquota specifica, applicata al reddito imponibile dei contribuenti. Questi tributi sono regolamentati dal Decreto Legislativo 360/1998 (comunali) e dal Decreto Legislativo 68/2011 (regionali), essenziali per il finanziamento degli enti locali.