Nel 2026, la ripartizione dei fondi dell’otto per mille dell’Irpef (riferiti all’anno d’imposta 2022) ha visto la Chiesa Cattolica ricevere la quota maggiore: 1.086.752.778,01 euro. Questo importo rappresenta il 67,75% del totale di 1,6 miliardi di euro ripartiti. I dati del Ministero dell’economia e delle finanze indicano che il 67,28% delle scelte dei contribuenti è andato alla Chiesa Cattolica, segnando un lieve calo rispetto all’anno precedente. La quota destinata allo Stato ha superato i 426 milioni di euro (26,58% del totale), in aumento.

La destinazione dei fondi della Chiesa Cattolica

La somma per la Chiesa Cattolica include 1.063.069.466,83 euro come anticipo per l’anno in corso e un conguaglio di 23.683.311,18 euro riferito al 2023. Le risorse sono state suddivise in tre macro-voci: esigenze di culto e pastorale (408.208.000 euro), interventi caritativi (284.544.000 euro) e sostentamento del clero (394.000.000 euro).

Tra le destinazioni specifiche, 158 milioni di euro sono andati alle diocesi per culto e pastorale. L’edilizia di culto ha ricevuto 129 milioni, di cui 25 milioni per la tutela dei beni culturali ecclesiastici. Per la carità, 150 milioni sono stati assegnati alle diocesi, mentre 80 milioni sono stati destinati allo sviluppo dei popoli.

Ripartizione tra le altre confessioni e la quota dello Stato

Tra le altre confessioni, la Chiesa Valdese ha ricevuto oltre 46 milioni di euro (2,9% del totale) e l’Unione Buddhista Italiana 17 milioni (1,09%). La quota dello Stato, oltre 426 milioni di euro (26,58% del totale), conferma una percentuale in crescita. Questa distribuzione riflette le scelte dei contribuenti e viene impiegata per le finalità previste, approvata dall’Assemblea generale della Cei.