Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso l'ambizioso obiettivo di elevare la tassa di soggiorno cittadina fino a 10 euro, prendendo come riferimento il modello adottato a Firenze. L'annuncio è stato fatto il 23 settembre 2026 a margine della firma della proposta di legge sul commercio di vicinato, promossa da Confesercenti. Lepore ha sottolineato come questa misura sia strategica per il finanziamento di essenziali funzioni urbane e servizi destinati ai cittadini, evidenziando un netto divario tra gli incassi annuali del capoluogo toscano e quelli di Bologna.
La visione del sindaco è chiara e diretta: “Se a Firenze viene permesso di arrivare ad una tassa di soggiorno di 10 euro, penso che anche Bologna dovrebbe avere questo tipo di sostegno, sicuramente non un taglio”. Nel suo ragionamento, l'imposta rappresenta una risorsa fondamentale che le amministrazioni locali possono impiegare per migliorare il decoro urbano e sostenere diverse iniziative cittadine. Un esempio significativo richiamato da Lepore è il trasporto pubblico. A tal proposito, il sindaco ha evidenziato che Firenze riesce a incassare annualmente circa 85 milioni di euro grazie a questa imposta, mentre Bologna si attesta su un gettito di 24 milioni di euro. Questo confronto numerico rafforza la sua richiesta di un maggiore supporto finanziario per la città emiliana.
Il nodo dell’aumento da 5 a 7 euro e la richiesta di conferma
Oltre all'aspirazione di raggiungere la soglia dei 10 euro, Matteo Lepore ha affrontato il tema della cornice normativa nazionale, facendo specifico riferimento all'incremento della tassa di soggiorno da 5 a 7 euro, introdotto in occasione del Giubileo. Il sindaco ha posto come obiettivo minimo la conferma di tale soglia da parte del governo. “Spero che almeno venga confermato dal governo l'aumento da 5 euro a 7 fatto per il Giubileo”, ha dichiarato, aggiungendo una critica alla tendenza italiana di prorogare le misure anziché consolidarle: “perché come sempre le cose in Italia si prorogano, non si ha il coraggio di portare avanti delle misure”.
La questione sollevata da Lepore, dunque, non riguarda unicamente l'eventuale tetto massimo a 10 euro, ma anche la stabilità e la permanenza dell'incremento già applicato in relazione al periodo giubilare, ritenuto cruciale per il bilancio cittadino.
Il confronto costante con i dati di Firenze serve a Lepore per rimarcare la notevole differenza nei livelli di gettito tra le due città. Con 85 milioni di euro l'anno per il capoluogo toscano e 24 milioni di euro per Bologna, la disparità è evidente. La richiesta del sindaco si inserisce proprio in questo contesto di divario finanziario, con l'intento di destinare maggiori risorse a voci considerate essenziali per la gestione e lo sviluppo urbano, quali il decoro urbano, le iniziative culturali e sociali e il potenziamento del trasporto pubblico locale.
L'obiettivo è garantire a Bologna una capacità di investimento paragonabile a quella di altre grandi città d'arte e turismo.
Il dibattito locale sulla destinazione degli incassi
Nel contesto del dibattito cittadino relativo all'utilizzo e alla destinazione dei proventi della tassa di soggiorno, è intervenuta anche Federalberghi Bologna. Il presidente Giovanni