Shubham Banerjee è un ragazzino di tredici anni, californiano ma di origini belga, che ha dato vita a un'invenzione straordinaria: una stampante in Braille, il codice a rilievo sfruttato dagli ipovedenti e dai non vedenti, costituita unicamente da Lego, quelle tessere che vanno incastrate per poter creare le più svariate forme, utilizzate sia dai bambini più piccoli che dai grandi nei momenti di svago.
Il progetto era iniziato per una ricerca di scienze a scuola alla fine del 2014 e nessuno si sarebbe mai aspettato un'invenzione del genere completata nel 2015.
I genitori del giovane erano sempre stati al corrente del potenziale del ragazzo e, venuti a conoscenza della stampante, hanno immediatamente investito dai loro risparmi trentacinque mila dollari, per dare vita alla Braigo Labs Inc., l'azienda in cui ogni giorno ormai il ragazzo incontra moltissimi specialisti per ampliare i prototipi.
Anche le multinazionali della tecnologia tengono sotto osservazione il progetto e durante l'Intel Capital Summit 2014, l'Intel Capital ha deciso di fornire finanziamenti al giovane, denaro che servirà ad assumere ingegneri e collaboratori sempre più competenti che seguano le direttive di Banerjee, migliorando le componenti e aggiungendo accessori.
La novità sorprendente della stampante è sicuramente il cuore meccanico in veri Lego, ma anche il prezzo.
Infatti una stampante per ipovedenti e non vedenti ha un costo che si aggira intorno ai duemila euro. Questa, invece, ne costa solo duecentocinquanta, quindi relativamente poco. La finalità del progetto sarà di cercare di fornire a cinquanta milioni di diversamente abili di tutto il mondo uno strumento economico e molto accessibile tramite cui potranno comunicare in piena autonomia.
Anche grazie a questa notizia, i media e i politici di tutto il mondo si sono dedicati al tema dell'infanzia e hanno rivalutato molti giochi, introducendoli anche nelle scuole. Molti passatempi che stimolano il sapere scientifico e artistico, ad esempio, vengono preclusi alle ragazzine, che sono costrette a giocare unicamente con bambole, oggetti per la cucina o per la cura estetica.