Uno Smartphone potrà essere prestissimo un vero ausilio pratico e di uso quotidiano per non vedenti e ipovedenti, grazie alla tecnologia digitale e all’inventiva di due giovani startupper. La novità si chiama Aipoly (Artificial Intelligence for the Blind) ed è un’applicazione in grado di leggere/registrare quanto si ha davanti e descrivere l’immagine in tempo reale all’utente. Sarà disponibile in Apple Store da novembre, e già da ottobre in versione beta (ossia di prova) iscrivendosi e richiedendola dal sito aipoly.com.

Aipoly, l'inventore

Una app rivoluzionaria, soprattutto se a realizzarla è stato un italiano, Alberto Rizzoli (si, il figlio 22enne dell’arcinoto ex editore del Corriere della Sera, Angelo) insieme all’australiana Marita Cheng (26 anni, un premio Global Engineering Deands Council Diversity nel 2014 e un riconoscimento quale Giovane dell’Anno nel suo paese). ‘Fucina’ dell’invenzione è la Singularity University, campus di ricerca californiano fondato nel 2008 e sponsorizzato da Google: il finanziamento per Aipoly è stato di 30mila dollari, visto che rientrava nell’ambito di quei progetti potenzialmente in grado di migliorare le condizioni di vita della popolazione mondiale a breve/medio termine.

Come funziona

Lo smartphone fotografa l’oggetto o la porzione di realtà che ha davanti e la tecnologia che sta alla base di Aipoly divide l’immagine in sezioni, inviandola attraverso internet a un server, sul quale il software la associa a una parola o a un aggettivo che possa descriverla verbalmente (ciò è possibile attraverso una ricerca e un confronto con milioni di immagini suddivise tra più di 300mila categorie di oggetti).

A questo punto, in tempo quasi reale, l’audio dello smartphone si attiva per descrivere l’immagine all’utente non vedente nel linguaggio umano e di uso quotidiano (ad esempio, ‘abito a quadri rossi o neri’ oppure ‘strisce pedonali’), che otterrà quindi una rappresentazione realistica di quanto ha davanti, senza necessità di essere aiutato da terze persone. Di oggetti e figure Aipoly è in grado di riconoscere e descrivere anche la posizione, oltre a colori, ruoli ed azioni.

Aipoly – dichiarano i due giovani sviluppatori - è già stata testata su 88 persone non vedenti con reazioni più che entusiastiche. La tecnologia apre scenari di utilizzo molto ampi, considerando che nel mondo le persone non vedenti sono circa 285 milionie che, di questi, almeno un terzo utilizzerà uno smartphone entro il 2020.

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