Sono saliti a oltre 700 nello scorso anno gli interventi della Polizia Postale e della Comunicazioni su fenomeni di prevaricazione che vedono come vittime i minori, così la Polizia di Stato e il Dipartimento della giustizia Minorile hanno provato ad unire ancor più le forze, per porre un freno a questa emergenza sociale, attraverso un’intesa siglata nei giorni scorsi.

Il Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli e il magistrato Gemma Tuccillo che dal marzo del 2017 e a Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa allo scopo di rafforzare le tutela dei minori insidiati attraverso il web ed i social network, un fenomeno in costante crescita e che è spesso sfociato in tragici epiloghi con le vittime che sono arrivate a togliersi la vita.

Il 60% delle vittime pensa al suicidio

Un pensiero quello del suicidio che secondo i dati dell’osservatorio sul cyberbullismo è frequente in oltre la metà delle vittime: uno studio di skuola net in collaborazione con l’osservatorio nazionale sull’adolescenza inserito nell’ambito del progetto “una vita da social” della nostra polizia di stato, ha rilevato che nel momento di sofferenza maggiore quasi il 60% delle vittime passa attraverso pensieri di volontà suicida, mentre oltre il 70% vive fasi di sconforto e crisi di pianto e addirittura oltre l’80% pensa o attua fenomeni di autolesionismo. La necessità di preservare i minori da questo dramma è divenuta di fatto un’emergenza sociale che vede crescere in maniera esponenziale il numero delle potenziali vittime come diretta conseguenza della diffusione delle relazioni interpersonali digitali; il minore in questo contesto è senz’altro il soggetto debole più rischio, in quanto il livello della reputazione personale virtuale, che sempre più passa attraverso i social, determina la sua integrazione o meno nella società civile reale.

L’intesa siglata con l’organismo della Ministero della Giustizia ha come obiettivo un innalzamento delle tutele dei minori sul web, attraverso un sistema di intervento coordinato in grado di metter in campo una serie di attività di prevenzione del fenomeno partendo dall’integrazione delle diverse esperienze operative di poliziotti e giudici minorili, andando così a delineare sempre più compiutamente i fattori di rischio ed adeguare le contromisure tenendo conto della peculiare fragilità dei minorenni.